Ferrovie, Anas, Regione: appello per riaprire la stazione di Nove

Nasce un “comitato” spontaneo di residenti e trova sponda nel Comune di Vittorio «Si approfitti dei lavori di elettrificazione per riqualificare l’intera zona del lago Morto»

VITTORIO VENETO

Tutti al lago Morto, in questi giorni: per la spiaggia, i prati verdi, i sentieri ce lo circumnavigano, passando anche per i Laghetti Blu. I villeggianti arrivano a migliaia. Ecco perché i residenti hanno avviato una raccolta di firme che saranno recapitate all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, affinchè "la stazione di Nove di Vittorio Veneto venga riaperta come stazione non presidiata e che venga inserita nel percorso di metropolitana di superfice in programmazione tra Conegliano e Vittorio Veneto, almeno durante il periodo primaverile-estivo».

La sottoscrizione sarà inviata anche all’amministratore delegato e direttore generale di Anas, Massimo Simonini, perché «sia resa percorribile pedonalmente la banchina della statale Alemagna, nel tratto che attraversa l’abitato di Nove di Vittorio Veneto, nell’immediato, almeno per il percorso che va dalla stazione ferroviaria all’ingresso pedonale del lago».

Il riempimento potrebbe essere fatto provvisoriamente, anche con dei semplici inerti rullati e compattati, propongono i residenti. Come non bastasse, le firme raggiungeranno il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, affinchè possano contribuire, per quanto di competenza, a riqualificare l’area. A partire dai parcheggi. Nella premessa i promotori, alcuni cittadini del posto, evidenziano che il lago Morto negli ultimi anni è diventato una meta turistica per molte persone e famiglie che provengono, non solo dal Vittoriese, ma anche dal basso Trevigiano e da parte del Pordenonese e del Bellunese, con la presenza di un chiosco ristorazione e attrezzature ricreative. Per accedere alla spiaggia c’è una stradina di tre metri di carreggiata, che si imbocca qualche centinaio di metri prima e si insinua tra ferrovia, case, aree verdi private, insufficiente per essere praticata da un flusso di richiamo turistico.

Si tratta di una strada regolata a senso unico, che molte volte non è transitabile neanche dai mezzi di soccorso, causa le auto in sosta, che non trovano posto nel piccolo parcheggio del lago fatto per contenere solo qualche decina di veicoli. Con interventi di pochissimo impegno economico - scrivono i residenti - si getterebbero le basi di una sicura rinascita economica di tutto il territorio in chiave ecosostenibile, con un innalzamento della qualità della vita delle persone di un vasto territorio, come già si è realizzato nel vicino lago di Santa Croce in provincia di Belluno.

L’iniziativa ha colto di sorpresa il Comune ed il consiglio di quartiere, che comunque non sono contrari. Alla stazione di Nove sono in corso importanti lavori per l'elettrificazione e si vorrebbe approfittare di questa attività perchè le Ferrovie la riconsegnassero nelle migliori condizioni di agibilità. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso