Il Fentanyl è arrivato anche nella Marca: venti persone in cura con l'Usl per la droga degli zombie

Prime segnalazioni in provincia di Treviso. Cresce anche il consumo di droghe sintetiche collegato al chemsex, ossia l’assunzione di stupefacenti per essere più prestanti nei rapporti sessuali

Valentina Calzavara
Una fialetta di Fentanyl, farmaco ospedaliero la cui diffusione come sostanza stupefacente sta interessando anche la Marca
Una fialetta di Fentanyl, farmaco ospedaliero la cui diffusione come sostanza stupefacente sta interessando anche la Marca

È cinquanta volte più potente dell’eroina, viene soprannominata “la droga degli zombie” perché può trasformare chi la assume in un morto che cammina. Ma la chiamano anche Dragon’s Breath, White Girl, Tango & Cash. Ora il Fentanyl è arrivato in provincia di Treviso. «Lo abbiamo riscontrato in una ventina di casi, abbinato a una dipendenza preesistente e al poliabuso di altre sostanze stupefacenti» conferma la dottoressa Eva D’Incecco, direttrice del Serd.

«Al momento non abbiamo invece avuto quadri puri di assunzione esclusiva di Fentanyl» aggiunge. Una situazione circoscritta che richiede però molta attenzione, dopo quanto accaduto negli Stati Uniti, dove questo oppioide sintetico e molto letale, ha determinato una vera e propria epidemia di overdose.

Nel nostro territorio il fenomeno si sta delineando e si somma a un’altra preoccupante tendenza: il chemsex. Si tratta della moda di assumere nuove sostanze psicoattive, facilmente acquistabili online, non per lo sballo ma per essere più prestanti nei rapporti sessuali con il partner o di gruppo. Di conseguenza, c’è un’utenza nuova per i Serd dell’Ulss e difficile da intercettare.

Al momento l’équipe medica sta seguendo una ventina di pazienti con dipendenza chemsex da sostanze stupefacenti, adoperate per prolungare il piacere, finendo per non riuscire a farne più a meno. I profili degli utenti presi in carico sono i più diversi: professionisti affermati, ragazzi poco più che ventenni e persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+.

«Ci troviamo di fronte a una forma di dipendenza atipica in cui, oltre ai sintomi fisici, quali allucinazioni, ritiro sociale e rabbia, si manifestano frequenti disturbi del comportamento, quali aggressività e violenza domestica». Trattandosi di nuove molecole di sostanze psicoattive è quasi impossibile individuarle con l’esame delle urine. Occorre, leggere bene i sintomi e ricostruire, insieme al paziente, comportamenti e stili di vita.

La nuova frontiera della dipendenza è infatti l’impiego di prodotti di sintesi sempre nuovi, che mimano gli effetti delle droghe tradizionali, con la chiara intenzione di amplificarne gli effetti. Catinoni sintetici che simulano l’effetto di cocaina e anfetamine; nuovi derivati semisintetici della cannabis, sempre più presenti anche in prodotti da svapo o in cibi appetibili per i giovani come caramelle o cioccolata; la “cocaina rosa”, cioè una combinazione di ecstasy e ketamina (un farmaco usato come anestetico in ambito veterinario).

Sempre più spesso, le piazze di spaccio sono digitali, canali di e-commerce presenti nel dark web, ma anche social e canali telematici come Telegram, che garantiscono l’anonimato. L’utente acquista la sostanza online e la riceve a casa. Questo fenomeno rappresenta una delle sfide più insidiose per la salute pubblica e le forze dell'ordine. Conclude D’Incecco: «Sul piano clinico questa evoluzione costringe i Serd a una rincorsa continua nell’approfondire gli effetti prodotti dalle nuove sostanze, i rischi per la salute, le intossicazioni che possono essere anche letali e le inedite modalità di consumo». 

 

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