False vaccinazioni a Treviso: «Non ci sono indizi», l'assistente sanitaria si difende

TREVISO. «Io non ho vaccinato? Lo dimostrino. So di aver fatto il mio lavoro a dovere, si essere stata indagata a mia insaputa per mesi e che l’inchiesta non ha portato a nulla, anzi è stata archiviata. Ora l’azienda la vuole riaprire? Le prove, voglio vederle».
Emanuela Pretrillo, l’assistente sanitaria accusata di non aver vaccinato decine di bambini è stanca ma non vinta. Anzi, è agguerrita e attacca chi la vuole «capro espiatorio».
Partiamo dall’accusa che le viene mossa. Ha vaccinato?
«Io ho sempre fatto il mio mestiere, ho studiato per questo, credo nei vaccini e nella loro utilità. Non sono una anti-vaccino».
L’azienda sanitaria però ha tutt’altra opinione e chiede un’inchiesta.
«Se vogliamo parlare di inchiesta allora c’è già stata, l’hanno fatta la Procura con il Nas. Io e il mio operato siamo stati sotto osservazione per mesi. Io non ne sapevo nulla, ci può stare, ma alla fine veniamo al dunque: hanno archiviato tutto. E le prove le avevano anche loro. Quindi?».
A dire il vero però le prove, quelle sulla presenza di anticorpi vaccinali o meno, l’azienda sanitaria dice di averle fatte dopo l’archiviazione. E di aver scoperto quello che prima non era stato evidenziato.
«Che io sappia quelle prove erano già state presentate al Nas. Ad ogni modo ora hanno fatto degli esami? Allora dimostrino cosa provano quegli esami. Io ho vaccinato i bambini. Non gli risultano vaccinati? A loro la spiegazione della questione, non possono attribuire a me la responsabilità di questa anomalia».
Però scusi, secondo l’esame dell’azienda su 25 bambini che risultavano vaccinati da lei 21, non presentavano gli anticorpi. Come se lo spiega?
«Innanzitutto il campione su cui si basano è esiguo, poi dovrebbero spiegare chi sono quei bambini, quando sono stati vaccinati e con quale vaccino. Facile dare dei numeri così e accusarmi, ma non basta. Siamo sicuri che poi possano essere attribuiti tutti a me questi ipotetici mancati vaccini? E poi i quattro che risultano vaccinati? Che facevo, selezionavo?».
Dicono che faceva la puntura ma non iniettava, che assumeva posizioni strane per mascherare la procedura. Falsità?
«E in base a cosa lo dicono? (l’avvocato della Petrillo, Paolo Salandin, cita il testo della comunicazione dell’Usl: “alcuni colleghi avevano l’impressione” ndr). Potete immaginare anche voi che in ambulatorio quando ci sono magari entrambi i genitori dentro non c’è molto spazio per muoversi».
La ricerca è stata fatta in base a dei tabulati che vengono compilati all’atto del vaccino: c’è scritto chi è vaccinato, e chi fa la profilassi. E il nome era il suo. Non è un fatto?
«Può capitare che la registrazione venga fatta a nome di un operatore, ma non sia lui a fare realmente il vaccino. In ambulatorio alle volte succede. Ma anche ipotizzando che i dati siano riferiti a vaccinazioni che effettivamente ho fatto io ci sono tante variabili da tenere in conto. Non tutti i bambini rispondono allo stesso modo ai vaccini. E poi che partita di vaccino era? Le fiale erano state ben conservate? Se mi accusano devono anche darmi la possibilità di esaminare i loro test, e ad oggi non mi hanno dato nulla. Ad ogni modo solo sul dato statistico di un set di esami come fanno a imputarmi la non volontà di vaccinare?».
Allora le fialette e i liquido ritrovati nei cestini?
«Agli atti c’è solo una fiala. Mai dimostrato che la seduta vaccinale va finita con controllo bidone, comunque potrebbe averle messe chiunque. Quanti sono siglati da me?».
L’hanno spostata al centro prenotazioni e poi rimossa ancora. Dicono che non prendesse appuntamenti. Falso?
«È una vicenda vecchia che pensavo già chiarita».
Quando l’hanno spostata?
«Pochi giorni fa».
Nemmeno tanto vecchia quindi. Le hanno dato spiegazioni?
«Mai la prima volta, nemmeno la seconda. E le ho chieste».
Si è data una spiegazione di tutto quanto sta succedendo?
«Voglio la verità, la esigo, anche per rispetto alle famiglie di questi bambini. Non ho fatto nulla. Credo di essere vittima di una questione più grande. Dinamiche politiche... economiche».
Può spiegarsi meglio?
«No, è la mia sensazione».
Adesso rifaranno le vaccinazioni. Che ne pensa?
(L’avvocato sottolinea: così azzereranno le loro prove, ndr) «Non ho nulla da recriminarmi. Ho chiesto di essere ascoltata, ho lavorato anni prima di venire a Treviso. In questa situazione hanno messo a rischio la mia incolumità e quella dei miei familiari».
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