Fallita la Leiballi, trenta dipendenti a casa

Il giudice stacca la spina all’azienda di trattamento carni a San Fior, i lavoratori avanzano gli stipendi
SAN FIOR LEIBALLI CARNI INFORTUNIO SUL LAVORO fotocronaca - oderzo e volpago supermercati san fior infortunio mortale
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SAN FIOR. Il giudice stacca la spina alla Leiballi Carni Srl. Con una sentenza a sorpresa, al termine dell’udienza di venerdì pomeriggio, il tribunale di Treviso ha decretato il fallimento della storica azienda di San Fior, leader nella macellazione della carne. Restano senza lavoro trenta dipendenti, in credito di migliaia di euro. L’azienda aveva appena presentato domanda di concordato preventivo, ottenendo una proroga al 31 agosto per preparare la relativa documentazione. Il concordato avrebbe permesso alla Leiballi di studiare un piano di rientro nei confronti dei creditori, evitando il fallimento. Tanto che nessuno si aspettava la sentenza del giudice, arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì. L’udienza, anzi, era fissata per martedì prossimo. Il commissario incaricato dal tribunale, tuttavia, era riuscito a depositare la sua relazione in tempo, e così si è deciso di procedere con un paio di giorni d’anticipo. Il giudice delegato ha dichiarato “improseguibile” la domanda di concordato della Leiballi, fissando per il prossimo 14 gennaio l’udienza per l’esame dello stato passivo. Sorpresi i dipendenti che a giugno avevano chiesto aiuto al sindaco di San Fior, e che non si aspettavano una soluzione così drastica della vicenda: la notizia li ha raggiunti solo ieri. Meno sorpreso, ma più arrabbiato, il sindacalista Andrea Meneghel, Fai Cisl: «Da un anno chiedevo alcune cose all’azienda, che non sono mai state realizzate. Bisognava agire prima. Ora resta un grosso rammarico, qualcuno ha voluto andare avanti testardamente. E trovare un nuovo acquirente sarebbe stato impossibile: era da dieci anni che la Leiballi non investiva, l’azienda era troppo vecchia per essere appetibile».

Andrea De Polo

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