Polo fiere ed eventi all’ex Dogana di Treviso: ecco su cosa sta lavorando il Comune
Dopo il successo di Aperyshow, un’idea per gestire l’area di San Giuseppe: musica, spettacoli e anche investimenti sulle strutture, la giunta Conte studia il piano

L’idea era stata paventata anni fa, dopo l’ultimo evento firmato Home: «Un bando per trovare un gestore capace di pianificare più eventi in Dogana». Poi arrivò il Covid, e fece dimenticare presto musica e concerti trasformando l’area di San Giuseppe nel centro tamponi. Oggi, dopo il successo delle oltre 100 mila presenze portate dall’Aperyshow, il Comune ci ripensa.
Il tema è stato discusso ufficialmente martedì 5 maggio in giunta, dove si sono tirate le fila dell’evento e si è voluto guardare la futuro.
Il piano in giunta
Resta, di base, quello che venne ventilato durante il primo mandato Conte dall’assessore De Checchi (all’epoca al commercio): un gestore per lungo periodo, più eventi e una sola regia. Ma oggi, reduci da un grande evento ben gestito e non dal ko di un festival come fu all’epoca, la si è raffinata.
A Ca’ Sugana si ragiona su una gestione di cinque anni circa, sufficienti a dare un orizzonte operativo a chi si volesse fare avanti con una offerta, e al contempo un periodo di tempo non troppo lungo da vincolare il Comune ad un strategia che dovesse dimostrarsi non fortunata. L’ipotesi al vaglio non è più quella di un bando puro e semplice, ma di un project all’interno del quale alla proposta operativa si possa aggiungere un investimento strutturale per l’allestimento dell’area, la realizzazione di impianti ad hoc, l’eventuale riqualificazione del palafiere, grande immobile comunale che ha fatto da quinta a tutti gli eventi in Dogana ed è chiuso da circa dieci anni perchè non a norma.
L’idea
«Reduci dall’esperienza di un festival come Aperyshow, gestito in maniera ottimale da persone che si sono dimostrate dei veri professionisti, vogliamo guardare al futuro dell’area e della città pensando l’area Dogana come il polo fiere della città» ha detto il sindaco Conte, «non un luogo vuoto pronto uso, ma un luogo con una identità».
Tutto l’anno? «Questo sarebbe molto difficile. Razionalmente, tenendo i piedi per terra, immaginiamo di trovare un gestore che sappia organizzare un calendario di eventi vario e ampio fatto di musica, spettacoli ma anche fiere o altre manifestazioni a coprire un ampio ventaglio di settimane nei mesi più adatti. Comunque tutte le iniziative sotto una sola bandiera».
L’entusiasmo è parecchio, ma si tengono i piedi per terra. «Certo che un partner come Aperyshow (che ha già annunciato il ritorno nel 2027, ndr) sarebbe una sicurezza» dice Conte, «ma l’offerta sarà ovviamente aperta, conterà la proposta e la solidità economica sia del proponente, sia del progetto». Più saranno le previsioni di eventi e afflusso di pubblico, maggiore potrà essere il ritorno economico, da calibrare anche in funzione degli investimenti che saranno offerti col project.
Progetto da strutturare
Martedì, come detto, se ne è discusso in giunta. «Questa è la strada che intendiamo percorrere» ha sottolineato il sindaco, ora si tratta di formalizzarla definendo tempi, temi e termini di un bando che potrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno.
L’esperienza dell’Aperyshow è stata un buon test anche sulla tenuta dell’area in termini di afflusso e gestione del traffico. Si è confermato che l’impianto disegnato per i vecchi festival funziona.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








