Ex ciclista in un libro: «Batto la leucemia»

ORMELLE
Lotta con la malattia e lo scrive su un libro. Lui è Alex Corazza, 28 anni di Chions, molto conosciuto a Ormelle per aver corso con la maglia della Rinascita Ormelle. A raccogliere il nuovo racconto di Alex è stato Giacinto Bevilacqua, giornalista e scrittore, autore di recente del libro «Pedali e parole - 50 storie di ciclismo». Alex Corazza sta battendo la leucemia, la «bestia» che gli ha precluso le porte del professionismo. Lo ha voluto far sapere nel libro, raccontando la sua storia. Il suo racconto in prima persona è uno dei più commoventi. Specialmente quando ringrazia i familiari e la sorella Ilaria Corazza, campionessa di pallavolo della Beng Rovigo (B2 donne), che gli ha donato il midollo. E sempre per la prima volta Alex Corazza parla anche del donatore sconosciuto. Un donatore che lo ha strappato alla morte donandogli il midollo in una ricaduta della malattia. Nella sua storia la forza di volontà è determinante per uscirne fuori. La strada la traccia lui. Chi si trova nelle stesse condizioni può trovare, tra le righe, l’antidoto morale per affrontare e scacciare il male. «Non arrendersi, non mollare, non esaltarsi troppo se tutto va bene, non deprimersi troppo se tutto va male: pazientare, saper soffrire, rialzarsi, ripartire quando si cade; darsi e raggiungere degli obiettivi, essere sempre ottimisti, conoscere sè stessi, dominare le emozioni; cogliere l’attimo e molto altro – dice Alex, che aggiunge – non posso che ringraziare il ciclismo, che mi ha aiutato e mi sta ancora aiutando a cercare di uscire da una malattia che ti toglier tutto o quasi, qualcosa subito a altro un po’ alla volta». Alex Corazza è nato a Pordenone il 29 marzo 1983. Ha esordito nel 1991 con il Gruppo ciclistico di Corva, rimanendo fino agli allievi. Nel 2000 è passato alla Rinascita Ormelle Pinarello, per il biennio da juniores, funestato dall'insorgere della leucemia. E' rimasto a Ormelle fino al 2002, poi nel 2005 ha smesso. Ha conseguito 150 vittorie, tre titoli italiani giovanissimi, nel 1991 a Pesaro nella sottocategoria G2, nel 1993 ancora a Pesaro nella G4, nel 1994 a Abano Terme nella G5. «Grossi rimpianti non ne ho - ha aggiunto - perchè ho messo l’anima e fatto del mio meglio, divertendomi in quello che facevo. Nella malattia - continua - ho avuto alle spalle una famiglia meravigliosa: papà, mamma e mia sorella Ilaria, cui sono particolarmente grato perchè se oggi sono ancora qua è grazie alla donazione del suo midollo».
Rosario Padovano
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