Esplosivo nel bancomat, assalto sventato

Falzè di Piave: due uomini della vigilanza fanno scattare l'allarme nella notte. Indaga il Ris
Un’immagine del bancomat della Banca della Marca a Falzè di Piave
Un’immagine del bancomat della Banca della Marca a Falzè di Piave
 
SERNAGLIA.
Tentano di far saltare con l'esplosivo il bancomat della banca della Marca di via Piave. Banditi messi in fuga dalla vigilanza un attimo prima di far detonare l'ordigno. L'esplosione avrebbe fatto saltare parte del palazzo. Sul posto sono dovuti intervenire gli artificieri di Padova.
 Il colpo avrebbe fruttato trentamila euro. A mandare all'aria il piano l'arrivo della Vigilanza Carniel. Domenica, nel giro di controllo delle 3.40, l'addetto alla sicurezza aveva notato una Audi Station Wagon scura fuggire a tutta velocità. Dentro due individui. Quando si è avvicinato allo sportello ha trovato l'ordigno pronto per esplodere. Nella fessura del bancomat era infilato un contenitore di latta. Dentro 80 grammi di polvere da sparo. Di quella usata per i botti. L'innesco era un semplice cavo elettrico lungo sei metri. Un «doppino» normalmente usato per le casse acustiche. Che stava per essere collegato ad una batteria. Una bomba artigianale ma capace di far male. E in grado di rendere inoffensivo il sistema antirapina contro i gas. Dunque, un piano studiato nei minimi dettagli da chi conosceva i sistemi di sicurezza della banca. I malviventi prima di piazzare l'ordigno hanno oscurato con dello spray nero le telecamere.  La potenza dello scoppio oltre ad aprire il bancomat, avrebbe provocato gravi danni alla facciata dello stabile. Sopra la banca comunque l'appartamento è sfitto. In via Piave sono arrivate quattro pattuglie dei carabinieri, gli artificieri di Padova e il direttore della filiale dell'istituto di credito, Amilcare Perin. «Penso che i banditi avessero un palo in piazza - dice - e un altro nella direzione Pieve di Soligo. Quando hanno visto avvicinarsi l'auto della vigilanza hanno avvertito i complici di darsela a gambe». La zona è stata subito transennata. Sono state sgomberate tutte le auto in sosta. Il bar vicino che doveva aprire alle 5 è stato tenuto chiuso. Una volta disattivato, tutto il materiale è stato sequestrato è inviato ai Ris di Parma per le indagini. I carabinieri stanno visionando i filmati per verificare eventuali passaggi dell'Audi nelle telecamere dei caselli autostradali. La banca della Marca di via Piave aveva subìto una rapina nel 2006. «Questa volta è andata bene - conclude il direttore Perin - cinque minuti dopo e sarebbe saltato tutto in aria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso