Esplosioni pericolose, ritirato il porto d'armi all'assessore Lorenzon

TREVISO. Un avviso di procedimento per la sospensione ed il ritiro del porto d’armi è arrivato, nei giorni scorsi, all’assessore provinciale alla protezione civile, Mirco Lorenzon, dopo che nella notte del 16 marzo scorso aveva risposto al fuoco dei ladri con una serie di colpi in aria a scopo intimidatorio.
Lorenzon, ieri mattina s’è presentato in questura per depositare le sue contestazioni all’avviso del questore. «Ho semplicemente presentato una sorta di memoria personale - spiega l’assessore alla protezione civile - in cui difendo la mia scelta di sparare dei colpi in aria. Premetto che ho il massimo rispetto per le forze dell’ordine e per il loro operato. Ma difendo la mia scelta di cittadino, in possesso di un regolare porto d’armi, di sparare alcuni colpi in aria. Non penso di aver creato alcun pericolo né per i ladri né tanto meno per i miei vicini di casa».
Nelle contestazioni del questore Tommaso Cacciapaglia si parla di “esplosioni pericolose”. «Sono a completa disposizione degli investigatori - continua Lorenzon - e in loro ripongo la massima fiducia. In questo periodo di grande emergenza furti non voglio assolutamente che passi il concetto della “giustizia fai da te”. Ho avuto tanti attestati di solidarietà da parte dei cittadini. Qualcuno ha erroneamente detto che avrei dovuto sparare ad altezza d’uomo. Ma io penso di aver soltanto adottato un comportamento corretto di un cittadino in possesso di un regolare porto d’armi: sparare in aria, all’interno delle mura domestiche e, tra l’altro, con il 22 che è il calibro più piccolo che esista. Ho rispettato regole e distanze senza mettere in pericolo l’incolumità degli stessi ladri. Che cos’avrei potuto fare di più?».
Lorenzon, comunque, non è preoccupato del fatto che gli possano ritirare il porto d’armi. «Sinceramente - spiega l’assessore provinciale alla protezione civile - ho presentato una memoria per difendere il mio comportamento. Penso di non aver assolutamente fatto nulla di male. Ma se dovessero decidere di ritirarmi le armi regolarmente denunciate, rispetterò la decisione. Non so se per altri abbiano fatto altrettanto».
L’assessore provinciale ora attende la decisione delle autorità con tranquillità. «Sia quel che sia - conclude Mirco Lorenzon - avrò sempre il massimo rispetto per le istituzioni. Ma ripeto: non penso di aver fatto nulla di cui vergognarmi».
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