Equosolidale, è un boom Fatturati senza crisi

Inizia al S.Artemio la Fiera dei Quattro Passi dedicata allo sviluppo sostenibile Nella Marca attività per 2 milioni di euro, leader la Cooperativa Pace e Sviluppo

Ci siamo: oggi inizia la Fiera dei Quattro Passi, l’evento di riferimento a livello nazionale per i settori della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente. L’appuntamento ideato dalla Cooperativa Pace e Sviluppo, che nel 2011 era riuscito a catalizzare oltre 50 mila visitatori quest’anno, per la sua ottava edizione, raddoppia. Incentrato sull’economia della triplice A (artigianato, agricoltura e altro mercato), nel parco del Sant'Artemio, quest’anno durerà due weekend: il primo, che avrà inizio questa mattina si concentrerà sul mondo dell’artigianato uno dei più colpiti dalla crisi, che negli ultimi quattro anni ha contato in Italia una morìa di circa 58 mila aziende, un patrimonio da salvare e da cui poter ripartire, secondo la Fiera Quattro Passi. Un evento noto e sempre di gran successo, la punta di un iceberg che non dà segnali di cedimento nonostante la crisi: quello del mercato equo solidale. Un settore che a livello nazionale muove un fatturato di circa 88 milioni di euro, nel Veneto poco più di 7 milioni di euro, circa 2,1 nella provincia di Treviso. Principalmente si tratta di prodotti alimentari ( 55%), seguiti dall’artigianato, in particolare abbigliamento (38%), infine libri (7%). Nel comparto operano in Veneto 18 organizzazioni, che gestiscono 57 botteghe, circa 400 lavoratori e ben 3.350 volontari. Sono attive nella promozione di un’educazione al consumo equosolidale anche nelle scuole: nel 2012 hanno investito circa 300 mila euro in attività formative. La Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso è la prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari, terza in Italia. Nata nel 1989 come associazione, nel 1993 è divenuta cooperativa: gestisce 13 botteghe nel mondo, conta 1800 soci, di cui 300 volontari. Da 15 anni si occupa direttamente dell’importazione di alcuni prodotti: dall’Ecuador capi in lana tessuti a mano (50 mila euro nel 2012), dal Bangladesh e dall’India magliette in cotone (160 mila euro). «Quando si parla di mercato equo e solidale si fa riferimento ad una pratica commerciale che mira ad evitare ogni forma di sfruttamento e ad instaurare un rapporto paritario con i paesi del sud del mondo», ha spiegato Alessandro Franceschini, della Cooperativa Pace e Sviluppo e presidente Agices, l’assemblea generale italiana del commercio equo solidale, «in pratica il prezzo non viene contrattato al ribasso ma stabilito secondo criteri internazionali». Ma ora la crisi apre una nuova sfida. «Siamo in una fase di grande ripensamento», ha concluso Franceschini, «lo scenario economico è cambiato: il nostro movimento è nato contro le multinazionali, in sostegno dei paesi poveri che ora hanno un Pil che cresce del 10%. Oggi la geografia economica è radicalmente cambiata, questo impone una profonda riorganizzazione: per questo stiamo iniziando a collaborare ad esempio con le cooperative sociali del territorio».

Serena Gasparoni

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