Epatite C, oltre 85mila test nell’Ulss 2: 67 positivi e nuova campagna di screening

Grande adesione allo screening per l’epatite C promosso dall’Ulss 2: effettuati oltre 85.000 test, individuati 67 casi positivi e avviati alle cure

Valentina Calzavara
Reparto malattie infettive Ca' Foncello
Reparto malattie infettive Ca' Foncello

Oltre 85.000 persone sottoposte al test, 67 casi di positività individuati e avviati alle cure specialistiche. Sono i numeri della grande campagna di screening per l’epatite C portata avanti dall’Ulss 2 su iniziativa regionale.

Una delle più importanti iniziative di prevenzione degli ultimi anni, con un obiettivo ambizioso: individuare un’infezione (HCV), spesso silenziosa, prima che possa provocare danni irreversibili al fegato.

I dati

I dati di bilancio 2025 dell’azienda sanitaria raccontano la dimensione dello sforzo compiuto. Su una popolazione di 252.562 persone nate tra il 1969 e il 1989 e candidate al test, sono stati effettuati 85.501 prelievi di sangue per lo screening dell’HCV, il virus responsabile dell’epatite C. In altre parole, circa un cittadino su tre appartenente alla fascia individuata dal programma nazionale ha già risposto alla campagna di prevenzione.

Tra i 67 casi di positività confermata, ben 55 persone sono state inviate alle malattie infettive dell’ospedale di Treviso per terapie immediate. Grazie alla massiccia attività di mappatura nella popolazione è stato trovato un caso ogni 1.276 persone sottoposte a screening.

«È proprio questa la logica della prevenzione moderna. L’obiettivo non è inseguire la malattia quando si manifesta, ma intercettarla quando ancora non dà sintomi e può essere curata prima che provochi conseguenze gravi» afferma la direzione ospedaliera. L’epatite C è senza dubbio una delle infezioni più insidiose.

Per anni può rimanere completamente asintomatica, continuando però a danneggiare lentamente il fegato. Molte persone scoprono di aver contratto il virus solo quando compaiono complicanze importanti, come cirrosi epatica o tumori dell’organo. Per questo motivo le autorità sanitarie nazionali hanno avviato negli ultimi anni una vasta campagna di screening rivolta alle generazioni considerate maggiormente esposte al rischio di aver contratto l’infezione in passato.

«La differenza rispetto a qualche decennio fa è che oggi l’epatite C può essere curata con successo, perché le moderne terapie antivirali consentono di eliminare definitivamente il virus nella quasi totalità dei casi, con trattamenti relativamente brevi, sicuri ed efficaci» rilevano gli esperti dell’Ulss di Marca.

Nuovo appello

Nonostante gli oltre 85.000 screening effettuati, il lavoro da fare è ancora molto. La campagna ha raggiunto circa il 33,9% della popolazione trevigiana bersaglio, ma oltre 160 mila cittadini invitati al test non risultano ancora controllati.

Da qui il nuovo appello lanciato dall’Ulss ad aderire allo screening gratuito: la campagna proseguirà fino al 31 dicembre 2026 e riguarda tutti i residenti nel territorio dell’Ulss 2 nati tra il 1969 e il 1989. Chi ha già in programma degli esami del sangue può chiedere di aggiungere il test Hcv al momento dell’accettazione. Inoltre si può prenotare un prelievo dedicato attraverso il cup.

 

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