Elisabetta, l'albergatrice di Treviso che custodisce i segreti del “mood Cortina”

La titolare dell’Ambra, albergatrice di terza generazione, ha scritto un libro sul suo “luogo” di adozione e racconta il “bel mondo”, i prossimi Mondiali e il sogno dell’Olimpiade 

TREVISO“Ciao Ciao Cortina. Segreti e bugie della Locandiera”. Si intitola così il primo libro della bella albergatrice trevigiana Elisabetta Dotto, che ha scelto di raccogliere le straordinarie storie della Cortina da bere dallo speciale osservatorio dell’Ambra Cortina Luxury & Fashion Boutique Hotel, che guida da oltre 10 anni. Il volume, in uscita per Pendragon in doppia lingua italiano e inglese, si articola in dieci intriganti e divertenti racconti ispirati a storie realmente accadute ma misteriose, catturate dallo speciale osservatorio dell’albergo da un’attenta e comunque sempre discreta Locandiera.

Albergatrice di terza generazione, l’autrice porta avanti la passione di famiglia, iniziata con la nonna Corinna albergatrice nel centro storico di Treviso, città d’origine della famiglia, dove gestiva il Selvatico, mentre il padre Giancarlo inaugurò nel 1963 l’hotel Principe a Bibione.

Cresciuta sin da piccola negli alberghi della nonna e del padre, Elisabetta Dotto, dopo aver gestito diverse strutture alberghiere sulla costa veneta, e dopo varie esperienze istituzionali nel settore turistico, si è trasferita a Cortina d’Ampezzo per realizzare il suo sogno: “trasformare un’antica locanda in un fashion boutique hotel meta di artisti, scrittori, poeti e imprenditori che amano qui ritrovarsi e condividere un indirizzo speciale”.

Si sente più trevigiana o cortinese?

«In realtà mi sento cittadina del mondo in ogni posto dove lavoro o mi reco mi sento “a casa”. A Treviso trevigiana, a Cortina cortinese».

Ed è nella Perla delle Dolomiti che sarà presentato il libro in cui si racconta “un mondo dove la verità supera, e di molto, la fantasia”, da Francesco Chiamulera (Una Montagna di Libri) in occasione di Cortina Fashion Weekend, sabato alle 18 al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi – Ciasa de Ra Regoles.

Quali i punti di forza e quali i punti deboli della Perla delle Dolomiti?

«Il punto di forza è la natura, il paesaggio dirompente in ogni angolo della città. Il cielo terso, i prati verdissimi, la pietra delle Dolomiti che a volte ti protegge e a volte “ti schiaccia”. Altro punto di forza la sua gente, semplice, all’apparenza ruvida, ma legata a tradizioni millenarie ad un buon senso senza compromessi commerciali. Il punto debole è la scarsa accessibilità che la rende però più esclusiva. Manca una ferrovia, un piccolo aeroporto, un bel collegamento con la vicina Valbadia».

Come vi state preparando ai Mondiali di sci del 2021?

«Con entusiasmo, con la rivisitazione degli impianti di risalita, l’allargamento delle piste di sci, interventi di manutenzione straordinaria delle strade e nuove aperture. Cortina non teme questi grandi eventi sportivi anche perché l’abilità e la competenza è radicata nel tempo, quando nelle altre valli non riescono a preparare qualche gara di coppa del mondo per avversità atmosferiche la trasferiscono a Cortina».

In merito alla candidatura di Milano Cortina ai Giochi Olimpici Invernali del 2026, che aria si respira?

«Trepidazione, ottimismo e consapevolezza che un evento sportivo di calibro mondiale può riportare Cortina ai fasti del passato, ma che se ciò non avvenisse non sarebbe comunque “la fine” di Cortina».

Si può parlare di stile cortinese come una grande risorsa oltre alla bellezza delle Dolomiti?

«Cortina è esclusiva ed elegante. È nel circuito Best Of the Alps assieme St Moritz, Gstaad, Garmish, Megeve, Chamonix e Lech per citarne solo alcune, ma nessuna ha le montagne belle come Cortina e nessuna ha l’Italian Style che respiri a Cortina. Che è fatto di moda e cibo italiani oltre al buon vino e la dolce vita all’aria aperta. Cortina fa parte di quelle località turistiche italiane dall’inconfondibile sapore di “Dolce Vita”, che gli stranieri adorano. Si può parlare di “stile cortinese”, oppure, per utilizzare un inglesismo “mood Cortina».

Come si rende ambasciatrice di Cortina e dell’italian style nel mondo?

«Partecipo sempre alle più importanti fiere, ora mi trovo all’International Luxury Travel Market a Cannes, spesso sono a Dubai, all’Arabian Travel Market e amo confrontarmi con i giovani quando mi chiamano per tenere delle lezioni nelle università italiane, trasmettendo la passione per un lavoro duro e impegnativo, ricco di grandi soddisfazioni e possibilità di crescita. Investire nei giovani fa parte della mia mission». 


 

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