Elezioni al Sant’Artemio, una Provincia per due: c’è Donadel-Durighetto

Oggi alle urne in 1.328 fra sindaci e consiglieri per scegliere l’erede di Marcon. Scuole, trasporti, strade, sicurezza, sport: ecco i programmi dei due sfidanti. Alle 12 ha votato il 46 per cento degli aventi diritto

Massimo Guerretta
Luca Durighetto e Marco Donadel al forum della tribuna
Luca Durighetto e Marco Donadel al forum della tribuna

Un ente da 100 milioni di euro, guardando alle entrate, con Roma che ne preleva 45 e ne rende 20 in seconda battuta.

La riforma Delrio ha trasformato le Province in enti di secondo livello, riducendone poteri e funzioni, ma mantenendo facoltà fondamentali su viabilità, edilizia scolastica e pianificazione territoriale.

Oggi, dalle 8 alle 20, i seggi del Sant’Artemio si aprono per 1.328 sindaci e consiglieri dei 94 comuni che dovranno scegliere il nuovo presidente della Provincia di Treviso. Marco Donadel, sindaco leghista di Roncade e Luca Durighetto, sindaco civico di Zero Branco, si sfidano per la successione di Stefano Marcon.

Alle 12 Affluenza del 46,23%, 614 i votanti

Al voto oggi i sindaci e i consiglieri del territorio della Marca Trevigiana per le elezioni di II livello per il nuovo Presidente della Provincia di Treviso, nelle modalità stabilite dalla legge 56/2014: alle ore 12 l’affluenza è del 46,23 %, i votanti sono stati 614 su 1328.

Sono passati ai seggi questa mattina in Provincia anche il sindaco di Roncade Marco Donadel e il sindaco di Zero Branco Luca Durighetto, i due candidati alla carica di Presidente: in base alle votazioni, questa sera, uno di loro subentrerà al posto di Stefano Marcon, presidente uscente in carica dal 2016.

Il programma di Donadel

«Il mio slogan è “dalla parte dei sindaci”, più vicinanza ai Comuni», sono le parole di Marco Donadel, «Benissimo la stazione unica appaltante. So delle difficoltà di molti Comuni per il personale, specie negli uffici tecnici, avrebbe rilevanza poter dare supporto tecnico. Bene aver investito in questi anni su scuole e viabilità, ora serve investire ancor di più sulle strade, ci sono criticità che vanno risolte e prese per mano, specie in Pedemontana.

E poi c’è il tema sicurezza e baby gang: si può investire, magari è una goccia, sui compendi sportivi affinché più giovani possano utilizzare le palestre. Credo sia importante investire nello sport. Ridarei alla polizia provinciale i compiti di una locale: il problema sono i soldi, magari ci si può riuscire in dialogo con la Regione.

Bisogna aumentare la percezione di sicurezza. La videosorveglianza? Non costa poco, e poi le forze dell'ordine devono chiedere l’autorizzazione me sindaco per visionare le immagini. E sul decoro penso al progetto “adotta una rotonda”, l'avevamo fatto a Mogliano».

Il programma di Durighetto

«Penso a interventi per la sicurezza stradale, le provinciali sono fra le più percorse dai nostri cittadini», ha spiegato Durighetto alla Tribuna, «un numero così alto di incidenti e decessi per incidenti stradali va affrontato in maniera corretta. E aggiungo rotatorie più decorose, sono comunque un biglietto da visita del territorio.

Le scuole? Si potrebbe sfruttare qualche linea di finanziamento per efficientare gli impianti di riscaldamento. C’è un avanzo di 8 milioni, certo vanno sistemate le strade. Il Veneto penultimo per rapporto di agenti rispetto agli abitanti? Metterei mille telecamere per verificare il passaggio di tutti i veicoli, sistemi di videosorveglianza evoluti che fanno prevenzione e aiutano ad agire dopo.

Garantiscono più di un aumento degli organici delle forze dell'ordine. E poi, per arginare il disagio giovanile, penso ad un’interazione fra conferenza sindaci dell’Ulss2, la stessa Ulss, psicologi e Comuni».

Il voto ponderato

Sistema di voto ponderato. In fascia A, i votanti dei comuni sotto i 3 mila abitanti (151, ogni voto peserà 24,43); la B, arancione, avrà 208 elettori di quelli fra i 3 e i 5 mila (1 voto varrà 37,774); nella C, i 476 dei comuni fra i 5 e i 10 mila (1 voto= 66, 392); nella D, i 387 dei comuni fra i 10 e i 30 mila (1 voto=90,439); e i 108 dei 4 comuni sopra i 30 mila. Ogni loro voto vale 202,296. 

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