Crisi Electrolux, oggi vertice con 28 consigli comunali e quattro ore di sciopero

Il punto di Alessio Lovisotto, segretario della Fim Cisl Belluno Treviso: «Rimangono elementi di forte incertezza, ma registriamo un primo segnale positivo per lo stabilimento di Susegana». Insoddisfatta la Cgil

Francesco Dal Mas
Un momento di sciopero all'Electrolux
Un momento di sciopero all'Electrolux

Quattro ore di sciopero a sostegno dell'iniziativa dei 28 Comuni dell'Alta Marca Trevigiana che si riuniranno oggi, giovedì 16, luglio all’auditorium Dina Orsi di Conegliano, alle 18, per far sentire la loro voce sul futuro dello stabilimento Electrolux di Susegana.

La mobilitazione, con presidio a Parè, è stata decisa nelle assemblee dei lavoratori di ieri a Susegana dove sindacati e Rsu hanno illustrato gli esiti dell'incontro di mercoledì al ministero delle Imprese.

La cautela di Fim Cisl

Sono stati compiuti dei passi avanti ma, si è detto nei dibattiti di ieri, risultano in generale ancora insufficienti.

«Pur permanendo elementi di forte incertezza, registriamo un primo segnale positivo per lo stabilimento di Susegana, che si differenzia dagli altri siti italiani», dichiara Alessio Lovisotto, segretario della Fim Cisl Belluno Treviso, «è stata prospettata la riallocazione a Susegana di alcune gamme di frigoriferi provenienti dallo stabilimento ungherese recentemente chiuso, per un volume stimato di circa 50.000 pezzi l'anno», il che «consentirebbe di consolidare la produzione oltre gli attuali 500.000 pezzi annui e rappresenta un primo elemento di attenzione nei confronti del sito trevigiano».

Restano però molte questioni aperte secondo il segretario Fim, a partire dal nodo legato agli esuberi. «Non sono ancora stati chiariti», sottolinea Lovisotto, «gli effetti reali delle misure sugli organici, in particolare sul personale impiegatizio, né sono state definite alcune variabili industriali fondamentali, come gli interventi di efficientamento energetico e le misure di tutela del mercato europeo. Pensiamo, ad esempio, al meccanismo del Cbam, che oggi penalizza aziende come Electrolux, chiamate a sostenere costi sull'importazione dei semilavorati, mentre i prodotti finiti provenienti da Paesi extra Ue continuano a entrare sul mercato europeo senza analoghi oneri». Secondo la Fiom Cgil di Treviso, le parziali aperture registrate non consentono di escludere le prospettive di delocalizzazione, mantenendo aperte le incertezze e confermando inoltre gli esuberi.

Fiom Cgil insoddisfatta

«Siamo ancora di fronte a passi insufficienti, non a un pieno ritiro del progetto» afferma Manuel Moretto, segretario generale della Fiom Cgil di Treviso, «non ci sono ancora risposte concrete per tutti gli stabilimenti e, per quanto riguarda i volumi, siamo di fronte a una compensazione solo parziale delle produzioni, a fronte di una volontà aziendale che resta quella di delocalizzare. Chiediamo invece un nuovo progetto industriale, con un intervento pubblico che garantisca una transizione sostenibile per un settore strategico come quello dell'elettrodomestico».

Il dibattito a Conegliano

Nel pomeriggio di giovedì 16 luglio, dunque, l'annunciato evento di Conegliano per fare il punto della situazione e prospettare il futuro.

Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, che a nome dei colleghi ha organizzato il convegno del pomeriggio, con inizio alle 18, ha riservato ben 300 posti agli operai ed impiegati di Electrolux. Le 28 assemblee municipali potrebbero essere presenti almeno con un centinaio tra sindaci, assessori e consiglieri.

I Comuni coinvolti

I Comuni invitati sono Cappella Maggiore, Cison, Codognè, Colle Umberto, Cordignano, Farra di Soligo, Follina, Fregona, Gaiarine, Godega, Mareno, Miane, Moriago, Orsago, Pieve di Soligo, Refrontolo, Revine, San Fior, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Santa Lucia, Sarmede, Sernaglia, Susegana, Tarzo, Vazzola, Vittorio Veneto e Conegliano.

Gianni Montesel, primo cittadino di Susegana, farà il punto della situazione, avendo partecipato agli incontri ministeriali. «Dobbiamo essere tutti presenti», è l’invito delle Rsu di Susegana, «per evidenziare le false promesse e le mancate certezze per il futuro, il mancato rispetto delle limitazioni di chi lavora in linea di montaggio». Compreso, ad esempio, il lavoro straordinario richiesto a determinate figure professionali nonostante la situazione di crisi.

Dopo il tavolo convocato del 21 luglio (ci sarà il ministro Adolfo Urso), seguirà un approfondimento tecnico a settembre. «Ci aspettiamo che in quella sede» anticipa Lovisotto «emerga un quadro chiaro sul nuovo assetto produttivo, sui volumi e sulle prospettive industriali dei diversi stabilimenti.

La nostra posizione rimane ferma: non servono soluzioni temporanee fondate sugli ammortizzatori sociali, ma un vero piano industriale fatto di investimenti, produzioni e prospettive di lungo periodo». Domani alle 9.30 l'incontro promosso dalla Regione che analizzerà le ripercussioni della crisi sull'indotto. Sarà data l'opportunità preparare il prossimo appuntamento per il 21 luglio, quando Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil chiederanno a Governo e Regioni di mettere in atto azioni strutturali.

 

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