Disabilità e lavoro «Serve il nuovo tavolo di coordinamento»

Un ufficio di coordinamento che permetta di incrociare domanda e offerta. Perché i disabili studiano parecchio e vogliono giustamente lavorare, ma spesso chi vorrebbe assumere non riesce a intercettarli. Idea e considerazione sono emersi al convegno promosso da Cittadinanzattiva all’ex Pime di Preganziol, momento di confronto pensato per la Giornata internazionale della disabilità che cadeva ieri. I passi avanti culturali sono stati notevoli, una grande spinta è stata assicurata dalle imprese paralimpiche di Bebe Vio e Alex Zanardi, ma resta troppo bassa la percentuale di chi può contare su un posto di lavoro: nell’evoluto NordEst, solo il 6% dei disabili.

«Eppure il lavoro è inclusione», rimarca Giancarlo Brunello, coordinatore provinciale Cittadinanzattiva, «spiace sapere che ci sarebbero imprenditori disposti ad assumere, ma spesso domanda e risposta si disperdono. Bisognerebbe trovare una soluzione, valutare un punto d’incontro. Un ufficio che faccia da coordinamento». Proposte? «Potrebbe occuparsene la Provincia, magari si potrebbe dare vita a un tavolo bilaterale con le parti sindacali». La questione è stata affrontata nell’ambito di un dibattito che ha coinvolto il direttore generale Usl 2 Francesco Benazzi, il direttore provinciale Inps Marco De Sabbata, la consulente del lavoro Antonietta Giacomin e Francesca Pastro dell’Ufficio scolastico di Treviso. Con l’area sindacale rappresentata da Nicola Atalmi, Stefano Ciancio, Gianpietro Breda.

«Oggi i disabili vantano un’alta scolarizzazione, ma si lamentano di non trovare un lavoro in linea con la loro formazione», incalza Brunello, «non sopportano più atteggiamenti patetici, vorrebbero essere ritenuti cittadini come gli altri. Un po’ quello che ha saputo insegnarci lo sport paralimpico con il successo mediatico degli ultimi anni». Così tornano in primo piano nomi che stanno dettando legge nel movimento dei diversamente abili. «Grazie ai loro successi, c’è stato un netto cambiamento culturale», sottolinea, «direi che è cambiata proprio l’aria, il nostro modo di porci. Merito di Luca Pancalli, presidente Cip (Comitato paralimpico): da sempre si batte per l’equiparazione normodotati-paralimpici. E poi, icone come Bebe. Che ha fatto tantissimo. Non solo in ambito sportivo». —

Mattia Toffoletto

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso