Dieci studenti di Treviso sull’Artico per analizzare i ghiacci
Ragazzi del Planck con il Cnr studieranno materiale prelevato grazie ai carotaggi

TREVISO. Dieci studenti del Liceo delle scienze applicate e dell’Itis dell’istituto Max Planck pronti a partire a luglio in missione scientifica al Polo Nord, con destinazione le isole Svalbard nel cuore dell’Oceano Artico.
Sono gli studenti esploratori, protagonisti del progetto scolastico Net (North Exploring Treviso) messo a punto dal Planck in collaborazione con il laboratorio veneto del Cnr. Loro il compito per dieci giorni – dal 10 al 20 luglio prossimo – di compiere un’indagine scientifica sui temi del riscaldamento globale e della sostenibilità. Puntando la lente sugli effetti prodotti dall’inquinamento.

Accompagnati da due docenti dell’istituto voleranno in Norvegia, fino alla città di Longyearbyen. Duemila abitanti, l’insediamento umano più settentrionale del mondo. Che è anche sede di un importante centro universitario dell’Università di Oslo, specializzato negli studi sulle scienze polari e cambiamenti climatici (Unis). Per la loro collocazione geografica le isole Svalbard rappresentano un osservatorio privilegiato per gli studi sul riscaldamento globale.
Partner scientifico del progetto dell’Itis Planck sarà il Cnr con il quale la scuola ha pianificato le attività scientifiche da svolgere grazie alla collaborazione con l’Istituto per la dinamica dei processi ambientali di Venezia, già al lavoro in un progetto di ricerca presso le isole Svalbard.
Nei mesi che precedono la missione il team dei dieci alunni, tutti al quarto anno – sei del Liceo delle scienze applicate e quattro dell’Istituto tecnico informatico – verrà coinvolto in una serie di attività di preparazione alla spedizione: «Compito degli studenti sarà quello di studiare e analizzare i carotaggi di ghiaccio prelevato e studiare gli effetti dell’inquinamento. Visto che al Polo Nord avanzano a velocità doppia rispetto ad altre latitudini», spiega il professor Rocco Monteduro docente di Scienze che insieme al collega di Informatica Paolo Carrer accompagnerà quest’estate gli studenti nell’avventura scientifica.
«Compito degli studenti sarà anche quello di realizzare un report scientifico sui cambiamenti climatici».
Come? Prendendo parte al laboratorio di glaciologia dell’Università. E analizzando le bolle di anidride carbonica contenute nelle carote di ghiaccio prelevate: «Gli studenti andranno a verificare la presenza di bolle di gas serra contenute», spiega il professor Monteduro.
«Dall’analisi delle bollicine si può rilevare esattamente il livello di inquinamento ambientale qui stratificato a seconda della profondità del ghiaccio prelevato».
Per rendere possibile il progetto la scuola ha dato “il la” a una serie di incontri di presentazione con attività di raccolta fondi da parte di aziende. Con l’obiettivo dare sostegno economico alla speciale missione.
A missione compiuta sarà compito degli studenti preparare un report della ricerca e partecipare a incontri di divulgazione scientifica in diversi comuni della Marca.
Un’attivita “sul campo” che sicuramente rafforzerà le conoscenze scientifiche e la capacità di relazionarsi con il mondo della ricerca da parte dei dieci studenti selezionati dal Planck.
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