Denise dall’epigrafe: «Vi proteggerò tutti»

Il commovente messaggio della famiglia affidato simbolicamente alla giovane uccisa dal suo ex

MONTEBELLUNA. «Dal cielo sono arrivata, la terra visitai, il cielo era più bello e vi ritornai»: questi versi aprono il messaggio che i familiari di Denise Morello, la 23enne uccisa dal suo ex fidanzato il 16 aprile nel park sotterraneo dell'Interspar, hanno voluto mandare ai montebellunesi come se fosse stato scritto da Denise stessa. È affidato ad un’epigrafe di ringraziamenti dove campeggia la foto della ragazza. «Ringrazio di cuore tutti voi per la vicinanza a me e alla mia famiglia in questi giorni così poco felici» si legge ancora «Dal cielo vi ringrazio anche a nome dei miei cari. Eravate in tanti che avete partecipato ed avete voluto salutarmi. Vi abbraccio e mi stringo a voi assicurando che da qui vi proteggerò per sempre». E infine la firma: «vostra Denise Morello».

Un messaggio commovente rivolto a tutti coloro che hanno voluto essere in chiesa sabato scorso a dare l'ultimo saluto alla ragazza, ma anche a tutti coloro che non c'erano ma hanno vissuto con angoscia quella tragedia e a tutti quelli che da sabato si fermano muti davanti alla tomba di Denise.

Un messaggio che i familiari hanno voluto fosse espresso direttamente dalla giovane, dove trapela soprattutto l'affetto e si trova solo un vago accenno a quanto accaduto quel martedì sera, là dove si parla di "giorni così poco felici".

Nella sua novità un messaggio dettato dal fatto che tutta la città si è stretta in quei giorni attorno alla famiglia della ragazza: ai genitori, al fratello gemello, alle due sorelle, alla nipotina. E che si riallaccia alla richiesta fatta dalla famiglia al sindaco Marzio Favero di ricordare in una qualche forma la ragazza uccisa.

Una richiesta che il sindaco ha accolto e che ha portato alla discussione del suo gruppo consiliare per individuare la forma con cui ricordare Denise Morello. L'idea che hanno un po' tutti è di intitolarle qualcosa, un luogo o un edificio pubblico, ma che va verificata alla luce della normativa esistente e quindi è probabile che venga interpellato anche il prefetto per trovare la soluzione giusta.

Ma se ci sono delle regole per l'intitolazione di strade e piazze, diverso potrebbe essere il caso di altri luoghi pubblici simbolici della città, su cui esiste già una tradizione in città: basti pensare ai due palazzetti dello sport intitolati ad altrettanti giovani atleti scomparsi o alle piscine comunali che sono state intitolate a Chiara Giavi. (e.f.)

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