Debora, un’altra vittima della burocrazia

Approvato giovedì, dopo 20 anni, il progetto del rondò per l’incrocio “dei morti”, l’ira del vicesindaco: «Sono disgustata»
Di Davide Nordio
Filippi Castello Di Godego via Chioggia incidente mortale
Filippi Castello Di Godego via Chioggia incidente mortale

CASTELLO DI GODEGO. L'ultimo atto di generosità di Debora Quagliotto è stato la donazione di organi e tessuti: grazie a lei altre persone potranno avere una vita migliore. Ma a Castello di Godego scoppia la polemica sull'incidente in cui ha perso la vita la ventitreenne di Riese, avvenuto venerdì poco dopo le 14. Per molti godigesi si tratta di una tragedia annunciata: tanti, troppi, incidenti in quell'incrocio tra via Chioggia (ovvero la Regionale 245 Venezia-Bassano), via 29 Aprile e via Cacciatora. L'ultimo mortale è avvenuto nel novembre 2011, modalità molto simili a quello di venerdì: a morire quella volta Santa Severa Petrogalli, 67enne residente a Milano. Ma non passa settimana che qui debbano intervenire le forze dell'ordine per rilevare scontri più o meno gravi. Un incrocio che ha un nome sinistro, quello "dei morti": il riferimento è al monumento alle vittime dell'eccidio nazista del 1945, tra l'altro spostato nel 2012 per far posto ad una rotonda attesa ormai da vent'anni. Ora quel soprannome vale anche per le vittime della strada, l'ultima in ordine di tempo la giovane Debora. Si spera, visto che proprio il giorno prima Veneto Strade aveva affidato i lavori per la rotonda, con obbligo di realizzarla entro fine anno, La notizia dell’ennesimo, tragico, scontro non poteva che buttare altra benzina sul fuoco mettendo sotto accusa in primis il comune. Ma l'amministrazione comunale non ci sta, come ribadisce la vicesindaco Barbara Gardiman, che in un post su Facebook esprime tutto il suo disgusto per questa situazione: «Piango una ragazza che avevo la fortuna di conoscere, che aveva la stessa età di mia figlia. Mi disgustano le polemiche e le colpe attribuite ad una amministrazione che sta lavorando in maniera solerte per far sì che venga effettuata questa benedetta rotonda. Non mi piacciono le illazioni gratuite di chi non ha ancora capito che è una strada regionale per cui non di pertinenza del comune e che i soldi per finanziare quest'opera sono stati tagliati dalla Regione e per compierla si dovranno usare i soldi di tutti cittadini di Godego. Mi disgustano i tempi della burocrazia che per firmare una semplice "carta" ci mette mesi ed intanto la gente muore. Mi disgusta che nessuno capisca che ci stiamo muovendo velocemente ma non dipende solo da noi amministratori comunali. È da tempo che diciamo basta. La vostra protesta è anche la nostra». La vicesindaco ritiene importante sottolineare che «la rotonda poteva essere fatta già un anno fa; nel 2014 abbiamo siglato un accordo di programma proprio per eliminare questo punto nero. Ma ben presto ci siamo resi conto che i fondi non ci sarebbero stati. Così, nel 2015, abbiamo deciso di farla noi mettendo sul tavolo 425mila euro. Con questa cifra il progetto non sarebbe stato quello originario ma ci avrebbe permesso di mettere in sicurezza l'incrocio. Veneto Strade ci ha chiesto di aspettare perché nel gennaio 2016 ci sarebbero stati altri fondi. Quando ci siamo resi conto che si tergiversava ancora una volta, e siamo a febbraio 2016, abbiamo deciso di fare da soli». Tra qualche giorno verrà innalzato il cartello di inizio lavori, che a molti suona come una beffa dopo quanto accaduto.

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