Da Cittadella a S. Artemio, Orso sarà il nuovo segretario

Dopo aver lavorato per tre anni come segretario generale del comune di Cittadella, dividendosi al contempo anche nei comuni di Rossano Veneto, Nervesa della Battaglia, Loria e Segusino con uno...
PUCCI TREVISO SEDE DELLA PROVINCIA A SAN ARTEMIO AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
PUCCI TREVISO SEDE DELLA PROVINCIA A SAN ARTEMIO AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

Dopo aver lavorato per tre anni come segretario generale del comune di Cittadella, dividendosi al contempo anche nei comuni di Rossano Veneto, Nervesa della Battaglia, Loria e Segusino con uno stipendio lordo di oltre 120 mila euro (in tutto), Paolo Orso sbarca al Sant’Artemio.

Muraro lo ha assunto al termine di 24 audizioni, una per ognuno dei candidati che avevano risposto all’offerta pubblica fatta dagli uffici della Provincia di Treviso per trovare chi potesse subentrare a Carlo Rapicavoli, il direttore generale che negli ultimi mesi svolgeva anche il ruolo di segretario.

Orso, 46 anni, una lunghissima esperienza come dirigente in tanti comuni del Veneto, ha lasciato la città guidata per anni dal leghista Bitonci «per problemi di salute», spiegò nel dicembre scorso, ma non rinuciò all’incarico negli altri comuni a cui, ora, dovrà aggiungere l’impegno con il Sant’Artemio. «Tutto se l’associazione dei segretari non si opporrà all’assunzione part time» spiega Leonardo Muraro, «se l’associazione darà il suo via libera Orso lavorerà per noi un giorno o due a settimana fino a settembre».

Sarà, fanno sapere, dai piani alti della Provincia una sorta di periodo di prova per capire se gli impegni richiesti dal ruolo di segretario generale del Sant’Artemio non siano troppo onerosi per poter essere portati avanti assieme a quelli degli altri comuni. Lo stipendio? Tutto da definire, fino a quando non verrà assunto in ruolo – eventualmente – a settembre, sarà calcolato a livello di diaria giornaliera. Poi secondo tabella. Orso, non va dimenticato, fa anche parte del gruppo di dirigenti che a Cittadelle finirono nel mirino della Corte dei Conti per una serie di premi che secondo i magistrati non erano dovuti. Si parla di 300 mila euro in dieci anni.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso