Da Castelfranco a Capo Nord... in 500

Da Castelfranco a Capo Nord (Norvegia) e ritorno in Fiat 500. Novemila chilometri, tondi tondi, macinati in diciassette giorni alla faccia della scaramanzia. A capo dei 24 temerari, saliti su sei Fiat 500 storiche, un camper, un fuoristrada e un’auto di servizio, Walter Miotto, il “motore” della sfida partita un anno fa per “dimostrare che si può fare ben di più di una gita fuori porta con le mitiche...”.
Al volante, dalle 8 alle 12 ore al giorno, delle auto d’epoca Gianni Furlan, Stefano Argentin, Davide Comacchio, Moreno Santinon, Giancarlo Corradin e naturalmente Walter Miotto. Ai ferri del mestiere (cinghie di trasmissione, motori, bulloni, pinze, ...) per curare gli acciacchi di queste splendide vecchie signore, i meccanici Giancarlo e Adelio Coarradin di Castelminio. Con loro l’assessore alla cultura di Castelfranco, Giancarlo Saran, carico dei prodotti delle terre di Giorgione da portare lungo tutto il percorso fino alla riva al Mar Baltico per promuovere la città murata e i suoi tesori presenti, passati e - perchè no?- futuri.
Le vere protagoniste di tutto il viaggio con la simpatia di un made in Italy che ancora incanta: le Fiat 500, più osannate e più applaudite di una sfilata di Maserati e Ferrari. A salutarle ai bordi delle strade al grido di “O Italia oo” tutta l’Europa. Migliaia le foto scattate in tutta velocità per immortalare il passaggio della colorata spedizione. E a ogni tappa serale la curiosità e il calore dei vicini di casa per una notte. «Abbiamo incontrato tante storie», racconta Giancarlo Saran, dalle 18.30 di ieri di nuovo sotto la torre civica, «Abbiamo incrociato tanti italiani che conservano nel cuore il loro Paese con la speranza di tornarci». Una storia su tutte da incorniciare nell’album di un viaggio senza precedenti quella di Rino Bernardi. Partito da Salvarosa 30 anni fa per Ochsenhausen (Germania), oggi ha un’avviatissima gelateria e sabato ha inaugurato la specialità alla Prunola, omaggio agli amici castellani di passaggio con le Fiat 500. Sulla spedizione sempre bel tempo, a parte un acquazzone di un’ora e 30 gradi in riva al Baltico. Qualche piccola disavventura “meccanica”, già dimenticata. (a.d.m.)
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