Crocetta, il paese delle serrande chiuse

CROCETTA. Via Erizzo, la main street di Crocetta del Montello, il canale Brentella da un lato, edifici con il segno del tempo dall'altro lato e con tante saracinesce chiuse. Negli anni hanno chiuso i battenti il supermercato, il negozio di scarpe, quello di abbigliamento, una macelleria. La farmacia si è solo spostata di luogo, c'è qualche bar, l’ufficio di un commercialista, unp studio fotografico, la banca, ma poco altro e soprattutto un’immagine di un centro che va morendo. Non è il centro vero e proprio, perché la chiesa si trova più all'interno, il municipio è dall'altro lato del canale, una piazza non esiste, ma è lungo quella strada che in passato si è sviluppata Crocetta. Quasi all'inizio del paese lungo quella via ci sono Villa Sandi da una parte e Villa Ancillotto dall'altra, ma oltrepassato il semaforo, si arriva nel centro del paese ed ecco che l'immagine cambia totalmente e si vede uno stato di abbandono, dove le saracinesche chiuse danno il senso di un centro che va morendo.
LA CRISI. «È così» dice Marco Buratto, il fotografo, che per dare un po' più di vita a quella parte di Crocetta ha abbinato il bar allo studio fotografico e nella zona retrostante si è messo pure a fare pizzette e altri snack per offrire qualcosa di diverso, in grado di attirare gente. «Questa parte del paese sta morendo - aggiunge - ma anche chi ha spirito di iniziativa si trova poi a scontrarsi con una burocrazia che ti fa passare la voglia di fare. Io avevo chiesto di aprire un chiosco al di là della strada, un chiosco di angurie durante l'estate, con dei giochi per bambini, ma tra i problemi col consorzio per avere l'acqua dove tenere al fresco le angurie e quelli con il Comune non si riesce a fare niente. Ci sarebbe bisogno di chiudere, almeno in determinate occasioni, questa strada al traffico e organizzarvi manifestazioni, altrimenti è destinata a morire». Che lungo va Erizzo ci sia una situazione degradata lo conferma anche il sindaco, Marianella Tormena, che però indica una ricetta diversa. «Che ci voglia una valorizzazione degli immobili è innegabile, ma questa valorizzazione viene fatta dai proprietari solo se ne vedono l'interesse - spiega - Quella zona di Crocetta si trova in queste condizioni non certo da ieri, ma da 30 anni a questa parte.
LA REAZIONE. L'amministrazione comunale sta lavorando per partecipare a bandi relativi allo sviluppo turistico che sono ormai l'unico strumento per poter avere le risorse necessarie, ma è chiaro che i tempi non sono certo celeri. I privati devono convincersi che via Erizzo è la cerniera tra quello che c'è al di là del canale e la zona a est e in questa funzione può avere uno sviluppo lavorando in sinergia con il comune. Se lavoriamo assieme possiamo far rinascere quel tratto di via Erizzo, ma lo stesso discorso va fatto per la zona più a nord, dove ci sono le fornaci. Ci vuole un piano complessivo che veda agire assieme l'amministrazione comunale e i privati, ognuno mettendoci la sua parte. Intanto qualcosa sarà fatto dove c'è la Davos, che sta traslocando a Cavaso e del capannone rimarrà la parte dell'ex canapificio. Il resto sarà trasformato in residenza».
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