Crisi Berco, altre 4 ore di sciopero a Castelfranco

L’azienda con sede ha disertato il vertice al ministero. I sindacati chiedono l’intervento del ministro Urso

Davide Nordio
Il presidio dei lavoratori davanti alla Berco di Castelfranco
Il presidio dei lavoratori davanti alla Berco di Castelfranco

Caso Berco: per oggi sono state proclamate altre quattro ore di sciopero. Regioni, Comuni e sindacato ieri hanno partecipato all’incontro a Roma al ministero dell’industria e del Made In Italy, disertato dall’azienda, nonostante l’annuncio del licenziamento di 247 dipendenti nella sede di Copparo e la disdetta del contratto aziendale. Cosa quest’ultima che riguarda anche la sede di Castelfranco, dove nei giorni scorsi è partita per la seconda volta la cassa integrazione che durerà tredici settimane. Da cui anche le due ore di sciopero ieri a Borgo Padova, sede castellana della Berco, dove si guarda con preoccupazione agli sviluppi della vicenda. Da qui la richiesta dell’intervento del ministro Urso, da parte dei sindacati, che incontreranno anche i prefetti.

«Ad oggi», dice Massimo Civiero della segreteria Fim Cisl Belluno Treviso, «l’azienda non ha ufficialmente aperto procedure di licenziamento a Castelfranco, anche se negli incontri che ci si sono stati non è stata data nessuna garanzia per il futuro del sito castellano. La preoccupazione è che, conclusa la partita per il sito di Copparo il problema degli esuberi arrivi anche a Castelfranco». «L’assenza del management al tavolo ministeriale segna inequivocabilmente la mancata volontà a procedere a un piano di rilancio industriale nonché a salvaguardare i posti di lavoro dei due stabilimenti. Riteniamo preoccupante la condizione in cui verte anche il sito produttivo di Castelfranco. A questo punto è necessario quanto prima trovare un altro interlocutore per costruire un futuro dell’azienda e tutelare i redditi di centinaia di famiglie» ha dichiarato Massimo Baggio della Fiom Cgil di Treviso. I lavoratori castellani dovranno fare i conti con buste paga più leggere, perché alla cassa integrazione si aggiunge la disdetta del contratto aziendale.

«Diffidiamo l’azienda a mettere in campo comportamenti atti a limitare le legittime e democratiche iniziative di lotta», è la conclusione del comunicato sindacale unitario. «Se dovessero procedere con queste provocazioni ed atteggiamenti, si assumeranno la responsabilità della drammatizzazione di un contesto sociale che potrebbe degenerare in un problema di ordine pubblico».

All’incontro a Roma, in rappresentanza della Regione, ha partecipato l’assessore al lavoro Valeria Mantovan. «Non presentandosi l’azienda ha perso un’occasione. Innanzitutto per dimostrare responsabilità sociale e rispetto istituzionale, ma anche per sviluppare il confronto con il ministero e le parti sociali su possibili soluzioni industriali di rilancio, rispetto alle quali le riduzioni di personale appaiono come cure sintomatiche. Mi auguro che questo tipo di ragionamenti possano essere ripresi, anche con ThyssenKrupp, il gruppo tedesco a cui Berco appartiene».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso