Crematorio a Treviso, nuovo stop per le manutenzioni
L’impianto di Santa Bona al secondo rallentamento in due mesi, l’accesso delle salme è calmierato. Al cimitero di Canizzano pronto il cantiere per 300 nuovi spazi dopo mesi di tombe collettive

Ormai le interruzioni del servizio e gli accessi calmierati all’impianto crematorio di Treviso stanno diventando una routine. In questi giorni il forno di Santa Bona infatti è tornato a lavorare a mezzo servizio con sonore difficoltà da parte delle tante imprese funebri del territorio costrette a rivedere servizi e conferimenti di salme per la cremazione a causa del blocco degli accessi decretato dal gestore, Contarina, per risolvere i problemi.
Due, da mesi, le problematiche: quella relativa al numero di richieste di cremazione (sempre più alto per via dei costi delle sepolture a terra o nei loculi); quella relativa alla vetustà di un impianto che continua a dare problemi.
Alle questioni – una irrisolvibile, l’altra a quanto pare difficilmente gestibile se non con un rinnovo che imporrebbe un lungo stop – si aggiunge la necessità di smaltire le salme derivanti dalle esumazioni, quelle che a giugno fecero scoppiare lo scandalo perché depositate all’esterno dell’impianto non essendoci spazi a sufficienza, e che ora proprio per evitare nuove polemiche vengono gestire con priorità, imponendo di frenare i nuovi accessi.
È quello che sta accadendo in questi giorni, ed era già avvenuto circa un mese fa. Il forno crematorio ha avvisato che tutti gli accessi di salme da fuori comune sarebbero stati calmierati fino a nuovo ordine, ovvero fino allo smaltimento del lavoro in eccesso.
Il nuovo impianto
Tutto questo susseguirsi di interruzioni e ripartenze avviene anche a seguito dell’oggettiva vetustà di un impianto che è lo stesso dal giorno dell’inaugurazione, 18 anni fa. Lo sanno tutti, in primis i titolari di Contarina che in estate ebbero un vertice con il Comune in cui si discusse proprio del piano di raddoppio dell’impianto (venne illustrato la prima volta nel 2012, e mai attuato), progetto legato al rinnovo della concessione cimiteriale in scadenza.
Par di capire che non si interverrà sull’uno prima di avere rassicurazione sull’esito della seconda. Ma ad oggi non ci sono ancora in pubblicazione bandi per la gestione del servizio.
A Canizzano
La continua richiesta di cremazioni ha portato a un’impennata di richieste di cellette ossario. Situazione che ha messo in crisi per mesi i cimiteri di San Lazzaro e Santa bona portando ad un investimento di 380.000 euro del Comune che ha messo fine dopo un anno alle polemiche per le tombe collettive in cui erano stivate le ceneri di chi moriva, veniva cremato, e non trovava spazio per la sepoltura.
Lo stesso problema si è riproposto poi al cimitero di Canizzano. Ora il Comune sta per dare avvio al cantiere per la realizzazione di 308 cellette per urne cinerarie, nuovi ossario e cinerario comuni a terra e uno spazio di raccoglimento all’interno del cimitero.
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