Contratto revocato in anticipo Insegnante vince il ricorso

Per il tribunale di Treviso la pubblica amministrazione non può revocare unilateralmente un contratto di lavoro stipulato con un insegnante e l’ha condannata a restituire quanto indebitamente trattenuto, 960 euro circa. Il principio è stato stabilito in seguito ad un ricorso presentato da un’insegnante che aveva stipulato, nel settembre 2017, un contratto a tempo determinato con l’Istituto Comprensivo Casteller di Paese, con scadenza 30 giugno 2018 e avente come oggetto lo svolgimento di 20 ore settimanali di didattica alternativa all’insegnamento della religione cattolica.
Successivamente le viene comunicato che, secondo quanto successivamente stabilito dalla Ragioneria territoriale dello Stato, il contratto sarebbe terminato il 9 giugno con il finire delle lezioni e non il 30 giugno. La donna, assistita dall’avvocato Innocenzo D’Angelo, ha fatto ricorso al giudice del Lavoro che, accertando l’illegittimità dell’anticipato recesso, le ha dato ragione condannando l’amministrazione al pagamento della somma di euro 960 oltre la maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo. —
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