Coniugi uccisi, il figlio chiede i danni a Monti: 800mila euro

GORGO AL MONTICANO. Causa a Mario Monti per ottenere il risarcimento relativo al massacro di Gorgo al Monticano. L’azione giudiziaria promossa da Daniele Pelliciardi, figlio di Guido e Lucia seviziati e uccisi nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2007, si basa sulla mancata attuazione da parte dello Stato della direttiva comunitaria che prevede l’istituzione di un fondo di indennizzo delle vittime di reati violenti intenzionali. I legali di Pelliciardi, gli avvocati Alessandro Romoli e Maurizio Jacobi, hanno ora chiamato in causa il presidente del consiglio e ottenuto la fissazione della prima udienza per il prossimo 21 dicembre in tribunale a Venezia, sede dell’Avvocatura civica. Il diritto al risarcimento di Daniele Pelliciardi è stato riconosciuto in primo grado e successivamente dalla Corte d’Appello di Venezia che nel dicembre del 2009 - con sentenza passata in giudicato - ha attribuito all’uomo e ai suoi familiari la somma di 800 mila euro (altri 250 mila alla nuora Cristina Marin).
Ebbene, quell’importo non è mai stato liquidato perché le belve di Gorgo, Naim Stafa e Alin Bogdaneanu, non possiedono alcunché. O, meglio, Stafa avrebbe diritto a incassare dallo Stato 111 mila euro riconosciuti a titolo di ingiusta detenzione per un precedente procedimento giudiziario: i legali di Pelliciardi avevano avviato il pignoramento di quella somma (ancora a Roma) per ottenere un parziale ristoro, ma il ministero ha rifiutato di versare l’importo.
«Lo Stato, nell’appellarsi a indecorosi cavilli, soprattutto in un caso come questo, si è comportato in modo, più che immorale, amorale», hanno scritto i legali di Pelliciardi. Inevitabile, a questo punto, la chiamata in causa dello Stato per la mancata attuazione della direttiva comunitaria 2004/80 dell’Unione europea che prevede, appunto, un sistema di indennizzo delle vittime dei reati violenti che non possono ottenere un risarcimento dall’autore del reato stesso. Tale direttiva, vincolante per tutti gli Stati aderenti, non è mai stata attuata dall’Italia che, per questo, è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea. «Il persistente inadempimento dello Stato a una norma comunitaria volta a introdurre un principio di civiltà giuridica», scrivono gli avvocati Romoli e Jacobi nell’atto di citazione, «la tutela delle vittime di reati intenzionali violenti, è tanto più odioso in quanto la legislazione nazionale tutela le vittime dei reati solo in alcuni casi, (ad esempio le vittime dei reati di stampo mafioso, del terrorismo, del disastro aereo di Ustica, perfino di Unabomber), creando così discriminazioni del tutto ingiustificate nei confronti dei soggetti che hanno subìto violenze o addirittura la privazione della vita, senza rientrare nella casistica annessa. In pratica in Italia esistono vittime di serie A e vittime di serie B». Le vittime del massacro di Gorgo, dopo tante porte chiuse in faccia, chiedono dunque il risarcimento loro spettante direttamente a Monti.
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