Conegliano, aggredisce un’assistente sociale in Comune: poi la fuga
Già nei giorni precedenti si era recata nella stessa sede in evidente stato di alterazione, assumendo atteggiamenti intimidatori e aggressivi. La dipendente si è successivamente recata al pronto soccorso per accertamenti

Momenti di forte tensione negli uffici dei servizi sociali del Comune di Conegliano, dove un'assistente sociale è stata aggredita da una donna che si era presentata per un colloquio. La professionista è stata colpita con un pugno alla spalla e scaraventata contro una porta.
Un secondo dipendente, intervenuto nel tentativo di riportare la calma, è stato afferrato per un braccio. Le sue urla hanno richiamato l'attenzione dei presenti e l'aggreditrice, una donna di origini nigeriane, si è data alla fuga.
L'immigrata, residente in un Comune limitrofo, si era presentata allo sportello di piazzale Beccaria, dove vengono gestiti alcuni servizi d'ambito di cui Conegliano è Comune capofila per il territorio.
Secondo quanto ricostruito, avrebbe reagito con violenza dopo aver ricevuto una risposta che aveva ritenuto insoddisfacente. Non era la prima volta che si presentava negli uffici.
Già nei giorni precedenti si era recata nella stessa sede in evidente stato di alterazione, assumendo atteggiamenti intimidatori e aggressivi, seppur limitati alle parole.
Subito dopo l'aggressione è stato richiesto l'intervento di una pattuglia della polizia locale, che ha raccolto le testimonianze dei dipendenti comunali. All'arrivo degli agenti, però, la straniera si era già allontanata.
L'assistente sociale si è successivamente recata al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Al momento è stata effettuata una segnalazione alla polizia locale, ma non è ancora stata formalizzata una denuncia. L'episodio non è isolato. Negli uffici dei Servizi sociali si erano già verificati altri momenti di tensione.
E appena una settimana fa, il 10 luglio, una dottoressa di 45 anni in servizio al pronto soccorso dell'ospedale di Conegliano era stata aggredita da un giovane con problemi psichici e di dipendenze. Il medico aveva riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni, mentre l'aggressore era stato bloccato dai carabinieri e successivamente ricoverato nel reparto di Psichiatria.
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