Raggirato dal finto finanziere a Conegliano: rubati denaro e otto fucili
La vittima, un noto ex barista, è stato derubato di 1.500 euro e nove armi tra carabine, fucili e una pistola. Il giorno dopo il truffatore è tornato a chiedergli denaro: la polizia ha messo a punto un piano e l’ha arrestato

Il truffatore è riuscito a mettere a segno il colpo, ma l’ingordigia l’ha tradito. La vittima infatti, dopo essersi rivolta alla polizia, gli ha teso una trappola che ha permesso di arrestarlo. In manette è finito un quarantaseienne di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, che martedì scorso con un raggiro, ha derubato un noto ex barista di Conegliano fingendosi finanziere.
La vittima, 77 anni, spinto con l’inganno a consegnare quanto di prezioso aveva in casa, ci ha rimesso 1.500 euro e nove armi tra carabine, fucili e una pistola che deteneva regolarmente. Il truffatore, denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale, è stato rimesso in liberà con un foglio di via di tre anni dalla città del Cima. Le indagini della squadra mobile e del commissariato di Conegliano proseguono per identificare i complici dell’arrestato.
La finta rapina
L’episodio risale al 13 ottobre quando il settantasettenne è stato contattato da un finto ufficiale delle Fiamme Gialle – si presume un telefonista complice dell’arrestato – il quale sosteneva che l’uomo fosse sospettato di aver commesso una rapina a mano armata in gioielle ria. Lo stesso annunciava l’imminente arrivo di un collega finanziere incaricato di raccogliere le armi e i gioielli che aveva in casa per accertamenti. L’ex barista, preso dal senso d’urgenza e dall’angoscia, ha acconsentito alle richieste consegnando le nove armi che possedeva e due orologi.
Solo l’inizio di un incubo che si è prolungato fino al giorno successivo quando il malcapitato, tempestato nel frattempo da estenuanti videochiamate con i sedicenti finanzieri, è stato costretto a guidare fino a Carpi per consegnare 1500 euro in contanti al suo aguzzino. Prima ancora gli aveva chiesto di rivolgersi ad un compro oro per ritirare dei lingotti. Le insolite richieste, hanno spinto il settantasettenne a rivolgersi al commissariato di Conegliano.
La trappola al truffatore
L’ennesima chiamata da parte del finto ufficiale è arrivata proprio mentre stava andando dalla polizia. Il truffatore, non ancora stanco di approfittare dello stato di prostrazione dell’uomo, voleva altro denaro, sosteneva lui, per farsi restituire le armi confiscate il giorno precedente. Un’occasione per tendergli una trappola.
Agenti del commissariato e della squadra mobile hanno avviato un’indagine lampo con l’aiuto della vittima che, prestandosi al gioco del malvivente, l’ha attirato nuovamente a Conegliano. Questo non prima di aver prelevato i 3.000 euro richiesti (contrassegnati per tracciarlo in caso il piano non fosse andato in porto). Quando l’ex barista gli ha detto che avrebbe consegnato la somma direttamente al comando dei finanzieri a Conegliano, il quarantaseienne ha detto che se ne sarebbe occupato di persona.
L’arresto
È lì che il giorno dopo è scattato l’arresto. Appena il truffatore ha superato la soglia, i poliziotti sono entrati in azione. L’uomo, alterato dalla droga, ha opposto resistenza: dovrà rispondere di truffa, furto, falsificazione di documento di identità (aveva contraffatto il chip del documento) e resistenza a pubblico ufficiale.
Sotto sequestro l’auto usata per i colpi dove gli agenti hanno trovato della cocaina e gli orologi che sono stati restituiti alla vittima. Delle armi invece, nessuna traccia.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








