Conegliano, Savciuc chiede il rito abbreviato per evitare l’ergastolo

CONEGLIANO. La difesa di Mihail Savciuc ha chiesto il rito abbreviato. In questo modo il diciannovenne, reo confesso dell’omicidio della sua ex Irina Bacal, potrebbe beneficiare di uno sconto di un terzo della pena ed evitare un’eventuale condanna all’ergastolo, nel senso che l’eventuale ergastolo senza isolamento diurno sarebbe commutato in 30 anni di reclusione. Per la prima volta vi è un segnale di partecipazione umana al dramma che hanno vissuto i familiari della ventenne uccisa.
«Riteniamo doveroso esprimere la nostra umana comprensione per questa tragedia, a tutte le persone coinvolte», scrivono gli avvocati Alessandra D’Aversa e Giovanni Maccarrone, che da poco hanno assunto il mandato della difesa del giovane studente. L’omicidio ha scosso sia Gaia, la mamma di Irina, sia la famiglia di Mihail. «La giustizia farà il suo corso – aggiungono i due legali - nella nostra convinzione che il giudice saprà ben decidere, esaminando le prove assunte dalla Procura, così come quelle apportate, nel pochissimo tempo concessoci, dal sottoscritto collegio difensivo, valutando sia gli aspetti oggettivi che quelli soggettivi». Da poche settimane gli avvocati hanno assunto il mandato, da quando l’omicida ha revocato a metà giugno il mandato al precedente difensore, prima dell’interrogatorio in carcere con il pubblico ministero. Il tempo per il nuovo collegio difensivo è stato ridotto per esaminare il fascicolo dell’inchiesta. Un faldone da 900 pagine, in cui vengono descritti i dettagli del delitto avvenuto la sera del 19 marzo e le varie perizie, dall’esame autoptico a quelle sui supporti informatici. Mihail Savciuc è accusato di omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere. Lo studente di Conegliano, di origini moldave, strangolò la sua ex forse perché non aveva voluto abortire. Irina Bacal infatti era incinta del loro figlio ed era quasi al settimo mese di gestazione. Questo secondo l’accusa è stato il movente. In caso di condanna, la pena potrebbe arrivare sino all’ergastolo. A fine giugno il pubblico ministero Mara De Donà ha chiuso le indagini e chiesto al gip il giudizio immediato.
La domanda è stata accolta e la prima udienza è stata fissata per il 5 settembre. In questi giorni il collegio difensivo ha depositato la propria memoria e le indagini difensive, insieme alla richiesta di abbreviato. Il giudizio dovrà essere disposto dal gip con apposita ordinanza. L’eventuale accoglimento di questo rito alternativo consentirà a Savciuc di avere uno sconto sulla pena. Il processo inoltre si dovrebbe così celebrare in camera di consiglio e non in udienza pubblica. Da quasi quattro mesi Mihail Savciuc si trova in carcere, dopo essere stato incastrato dalle indagini della polizia e aver confesso il delitto. La mamma di Irina, assistita dall’avvocato Andrea Piccoli e dalla Studio 3A, ha fin da subito domandato giustizia per la figlia e per la creatura che portava in grembo.
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