Minacciati e costretti a inginocchiarsi: studenti rapinati da tre armati di coltello
Tre minorenni denunciati per una rapina aggravata avvenuta fuori dall’istituto Cerletti di Conegliano. Due studenti di 16 anni aggrediti e minacciati con un coltello per 40 euro

Gang in azione all’ingresso della scuola enologica di Conegliano. Tre minorenni, di 16 e 17 anni, hanno rapinato due loro studenti coetanei: coltello in mano, uno è stato picchiato e costretto a inginocchiarsi. Il tutto per poche decine di euro, 40.
È stato un vero e proprio agguato, quello avvenuto all’esterno dell’istituto Cerletti. Le due vittime stavano aspettando un’altra giovane. Al suo posto, invece, si sono presentati i tre teppisti. Nel giro di poche settimane il commissariato di polizia ha individuato il terzetto che ha colpito in questo modo lo scorso 28 marzo.
La vicenda è rimasta nel più stretto riserbo per non compromettere una delicata attività investigativa. Ieri è stata resa nota, una volta chiusa la prima parte dell'indagine. I tre, denunciati alla Procura dei minori di Venezia, sono immigrati di seconda generazione residenti nell’area tra il Coneglianese e il Pievigino: uno di origini rumene, uno marocchine e uno albanesi. Sembrava un sabato come tanti, ma quel giorno due sedicenni dell’istituto enologico non sono nemmeno riusciti a entrare a scuola. All’esterno dell’edificio, infatti, sono stati accerchiati da tre ragazzi sconosciuti.
Avevano preso appuntamento con una studentessa e si sono trovati davanti i tre aggressori. In pochi istanti la situazione è degenerata: uno degli studenti si è visto puntare una lama ed è stato costretto a consegnare 40 euro per evitare conseguenze fisiche o, peggio, di essere accoltellato.
All’amico, che ha cercato di aiutarlo e difenderlo, è andata peggio. «Adesso ti inginocchi», è stato l’ordine: uno dei tre lo ha preso a schiaffi e costretto appunto a inginocchiarsi, in segno di umiliazione. Ognuno aveva un ruolo, come in una banda organizzata: uno, armato di coltello si occupava di taglieggiare, un altro aggrediva fisicamente, il terzo faceva da “supervisore” pronto a intervenire in caso di necessità. «Se raccontate agli sbirri cosa è successo, sarà peggio per voi», è stato l’avvertimento della gang.
Un agguato che supera lo stile delle baby gang, con modalità da criminali più esperti, nonostante la giovane età e l’assenza di precedenti segnalazioni. Non si esclude, però, che possano aver già agito in passato e che altre vittime non abbiano denunciato per timore. Determinante è stato il minuzioso lavoro investigativo dei poliziotti di Conegliano.
Raccolte le testimonianze delle vittime, ascoltati i testimoni, analizzati i filmati delle telecamere, esaminati i profili social e le banche dati, oltre alle indagini tradizionali, un’attività a 360 gradi ha permesso di individuare i presunti responsabili.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e ora proseguirà la magistratura. L’accusa è di rapina aggravata in concorso, non sono stati ravvisati gli estremi per provvedimenti restrittivi. Il movente non appare chiaro.
Come spesso accade tra minorenni, potrebbe trattarsi di motivi banali: soldi facili, uno sgarro, gelosia o altre dinamiche. In ogni caso, la rapina fuori dal Cerletti riaccende i riflettori sul fenomeno delle gang giovanili e sulle derive tra giovanissimi, sempre più spesso protagonisti di episodi intimidatori anche a Conegliano. Non risulta che il gruppo abbia ripreso la scena con lo smartphone per diffonderla sui social.
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