A Conegliano i clochard dell’ospedale occupano i marciapiedi

Materassi e cartoni per realizzare giacigli improvvisati in viale Spellanzon. Si tratta di alcune persone che prima dormivano al Pronto soccorso. La proposta di FdI: «Mettiamo a disposizione la stazione di posta»

Diego Bortolotto
I clochard fuori dall'ospedale di Conegliano
I clochard fuori dall'ospedale di Conegliano

Cartoni al posto dei materassi, coperte e borse ammassate sotto un portico. In viale Spellanzon alcuni senzatetto hanno trovato rifugio a ridosso di condomini e negozi, dove trascorrono le notti e le giornate.

Una situazione che ha allarmato alcuni coneglianesi e riporta al centro il problema di chi non ha un posto dove dormire. Tra loro potrebbero esserci anche alcuni dei clochard che fino a poco tempo fa passavano la notte nell’ospedale cittadino e sono stati allontanati.

A due passi dai negozi

«La situazione sta suscitando preoccupazione tra i residenti, che segnalano la presenza di persone senza fissa dimora costrette a trascorrere le giornate e le notti in strada, a ridosso dei condomini, vicino alle attività commerciali e ai servizi a disposizione della cittadinanza», riferisce Lucrezia Aggio, capogruppo di Fratelli d’Italia, che raccoglie le segnalazioni di alcuni cittadini della zona.

Il problema sembra essersi spostato da uno spazio pubblico all’altro. Accanto al disagio dei cittadini, resta quello di chi vive in strada, con l’arrivo della stagione fredda che rende ancora più urgente trovare un riparo.

Serve una soluzione

«È necessario attivarsi, affrontando il problema in modo strutturato, nell’interesse dei residenti e delle stesse persone senza dimora, che hanno bisogno di un riparo e di un percorso di assistenza», sottolinea Aggio. «Alcuni residenti riferiscono di aver già segnalato la questione all’amministrazione comunale, senza che finora sia stata individuata una decisione risolutiva».

La vicenda riporta alla situazione emersa nelle scorse settimane all’ospedale Santa Maria dei Battuti di Conegliano, dove otto persone senza dimora trascorrevano la notte nell’atrio del pronto soccorso, non avendo alternativa.

Dall’ospedale alla strada

Il caso aveva aperto un confronto sulla necessità di individuare una sistemazione adeguata, coinvolgendo l’Ulss 2 e l’amministrazione comunale, con l’interessamento della Prefettura.

L’obiettivo era trovare una risposta che consentisse di liberare gli spazi della struttura sanitaria, senza lasciare quelle persone nuovamente per strada.

Adesso i giacigli sono comparsi sotto il portico di viale Spellanzon, visibili a chi abita e lavora nella zona. Tra le ipotesi indicate da Aggio c’è anche la possibilità di verificare se esistano strutture pubbliche utilizzabili per l’accoglienza.

«Tra le possibilità da verificare c’è la Stazione di posta in via Antoniazzi, controllandone la disponibilità e l’idoneità attraverso i servizi sociali», propone la capogruppo di Fratelli d’Italia. «Conegliano ha bisogno di soluzioni che garantiscano la vivibilità degli spazi pubblici, la tranquillità di chi abita nella zona e un’accoglienza dignitosa», conclude.

Resta così sempre aperta la questione di una sistemazione per chi è costretto a dormire all'addiaccio.

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