L’ira dell’assessore all’Ambiente contro gli ecofurbi: «Serve il lanciafiamme»
Il vicesindaco e assessore all’Ambiente di Conegliano Claudio Toppan si sfoga sui social dopo la scoperta della discarica in via del Lavoro

«Non ditemi che servono le telecamere, qui serve un lanciafiamme». È durissima la reazione del vicesindaco e assessore all’Ambiente Claudio Toppan davanti all’ennesimo scarico abusivo di rifiuti.
Una montagna di immondizia è comparsa in via del Lavoro, a pochi passi dall’istituto superiore Marco Fanno e dal parcheggio di alcune attività commerciali. Un nuovo episodio che riaccende l’allarme sugli abbandoni di rifiuti in città.
Sito abusivo
Sacchi neri e altri squarciati, materiale plastico, indumenti, scarpe e apparecchiature elettroniche dismesse. In cima al mucchio spunta anche una stampante.
Per quantità e tipologia del materiale, l’ipotesi è che qualcuno abbia svuotato direttamente il cassone di un furgone sul ciglio della strada, probabilmente durante la notte, trasformando l’area in una discarica a cielo aperto.
L’ira dell’assessore
Toppan ha pubblicato sui social le immagini dei rifiuti, accompagnandole con lo stato d’animo «arrabbiato» e un pesante avvertimento rivolto agli ecovandali: «Non c’è limite all’ignoranza, gentaglia priva di ogni forma di civiltà e convivenza. Via del Lavoro, nei pressi dell’istituto Marco Fanno, ho chiesto l’intervento degli agenti ecologici e spero che ti o vi identifichino». Ora l’obiettivo è risalire a chi ha scaricato i materiali.
Polizia locale e agenti ecologici sono stati coinvolti nei controlli e l’attenzione si concentra anche sulle immagini della videosorveglianza, che potrebbero consentire di individuare il mezzo utilizzato e risalire alla targa. L’eventuale identificazione permetterebbe di arrivare ai responsabili dell’abbandono.
Il dibattito
Il caso arriva a pochi giorni da un’altra denuncia sul problema degli «abusivi dei rifiuti» sollevata dai consiglieri comunali della Lega Maurizio Tondato e Olga Rilampa. La minoranza aveva segnalato episodi in diversi quartieri, chiedendo maggiori controlli e un utilizzo più incisivo di fototrappole e telecamere.
Tra gli esempi portati all’attenzione dell’amministrazione c’era quello di via Marescalchi, a Parè, dove un materasso era stato abbandonato a pochi passi da un’area verde e proprio accanto a un cartello di Savno che vieta l’abbandono dei rifiuti. Altre situazioni erano state segnalate a Monticella, in via Parrilla e al parco Bellini, tra viale Veneto e via Papa Giovanni XXIII. Tondato e Rilampa avevano chiesto controlli più stringenti nei confronti di chi evita l’ecocentro, abbandona rifiuti ingombranti o utilizza i cestini pubblici per smaltire l’immondizia domestica.
La richiesta della Lega comprendeva anche un piano straordinario con Savno per verificare la presenza e la capienza dei contenitori e un monitoraggio eseguito quartiere per quartiere.
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