Dottoressa aggredita alle spalle in Pronto soccorso: «Più sicurezza negli ospedali»

E’ successo a Conegliano, la professionista indossava il braccialetto ma non ha avuto modo di attivarlo. Il ventenne ubriaco l’ha colpita alla nuca: ricoverata con prognosi di 10 giorni. Il dg Bizzarri: «Prevederemo un triage protetto per i pazienti problematici»

Valentina Calzavara
Il Pronto soccorso di Conegliano
Il Pronto soccorso di Conegliano

«La violenza è stata improvvisa. L’uomo ha aggredito la dottoressa mentre era di spalle. Proprio per questo lei non ha avuto il tempo di attivare la richiesta di Sos tramite il braccialetto che è in dotazione al nostro personale. Un dispositivo di sicurezza che si indossa come un orologio e invia in tempo reale la richiesta d’aiuto schiacciando un pulsante».

Il direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri ricostruisce la dinamica dell’aggressione accaduta nel tardo pomeriggio di venerdì al Pronto soccorso di Conegliano. Tutto è accaduto in pochi minuti. Un ventenne con problemi di abuso d’alcol, arrivato autonomamente al Ps, ubriaco e fuori di sé, ha dato in escandescenze prendendo a pugni la professionista.

La dinamica

La dottoressa era nell’area di accettazione del Ps, attigua alla sala d’aspetto dell’utenza, insieme a un collega infermiere. Il tempo di girarsi per sbrigare alcune pratiche e il ventenne l’ha assalita, cogliendola di sorpresa e colpendola alla testa. Lui non ha detto una sola parola. «Immediatamente è intervenuto un collega infermiere in aiuto alla dottoressa, ed è accorso altro personale del reparto» aggiunge il dg.

L’uomo è stato immediatamente neutralizzato. Nel frattempo, sono state allertate le forze dell’ordine e dalla vicina caserma dei carabinieri sono arrivati i rinforzi. «Il giovane aggressore è stato identificato in un ventenne di Vittorio, già conosciuto per le sue vicende giudiziarie» hanno fatto sapere in una nota i carabinieri. «Inoltre, il soggetto è stato denunciato per l’ipotesi di reato di lesioni ai danni di personale sanitario e ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Treviso» aggiungono. Per il ventenne violento prosegue ora il ricovero in psichiatria al Ca’ Foncello, finora nessun segno di pentimento. «Completerà il percorso clinico», tranquillizza il dg Bizzarri.

La prognosi

Ancora provata per quanto successo, la dottoressa vittima della violenza, si sta riprendendo dall’aggressione e dallo spavento. Per lei riposo e dieci giorni di prognosi. «Sono in contatto» conferma Bizzarri. Una prima telefonata venerdì, per esprimere vicinanza a nome di tutta l’azienda sanitaria. Una seconda telefonata ieri mattina. «Mi ha detto di stare meglio» prosegue il dg che, a quattro mesi dal suo insediamento, ha contato tre aggressioni di grave entità nella sola area del distretto di Pieve di Soligo. Un fenomeno allarmante e in aumento.

Dati preoccupanti

Le violenze ai danni del personale medico, infermieristico e sanitario sono infatti triplicate tra il 2024 e il 2025 nell’Ulss 2. Le segnalazioni raccolte dalla direzione ospedaliera trevigiana sono cresciute del 300%, dai 252 episodi del 2024 ai mille del 2025. Per questo l’azienda sanitaria prosegue nel percorso di prevenzione e deterrenza.

A settembre avremo gli esiti del primo anno di sperimentazione del braccialetto-Sos che abbiamo dato in dotazione al personale dei reparti più a rischio. In base ai risultati e al confronto con i nostri dipendenti decideremo il da farsi.

Misure al vaglio

Al vaglio anche altre misure per garantire la sicurezza di chi opera in corsia. «Continuiamo a mantenere il posto di polizia in orario diurno nei nostri presidi, consapevoli che la copertura oraria non può essere 24 ore su 24 per la difficoltà a reperire personale anche tra gli agenti», fa sapere la direzione aziendale.

Inoltre, si discuterà della proposta avanzata da alcune sigle sindacali di prevedere una sorta di triage protetto per quei pazienti problematici che richiedono cure a causa di stati di agitazione, disagio psichico o che sono ancora sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti. Bizzarri promette: «Ci metteremo all’ascolto di quanto chiede il personale, pronti a recepire indicazioni e consigli da mettere in pratica, nonché a fare prevenzione affinché il contesto sia sereno».

 

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