Compiano, altro processo: falso in bilancio

Ieri il rinvio a giudizio, per l’accusa truccava i conti della Autocom per creare la sua collezione privata

Un altro processo per Luigi Compiano. L’ex patron della galassia North East Services ieri è stato rinviato a giudizio con l’accusa di falso in bilancio. Al centro della vicenda ci sono i bilanci di Autocom Srl, società facente parte del gruppo delle aziende che facevano capo a Nes, attiva nel settore della compravendita di auto. La Procura contesta a Compiano, legale rappresentante di Autocom, un’evasione fiscale da 700 mila euro e il falso in bilancio per due milioni.

In base al capo di imputazione, Compiano, difeso dall’avvocato Piero Barolo, è accusato di dichiarazione infedele: avrebbe dichiarato elementi passivi relativi a presunte spese di acquisto, custodia e manutenzione nel bilancio della società quando invece riguardavano la sua personale collezione di auto di lusso. Parliamo di un’evasione di circa 700 mila euro. Ma non solo: il secondo reato contestato è di falso in bilancio. Secondo la tesi della Procura, l’imprenditore avrebbe iscritto a bilancio circa due milioni di euro come riserva disponibile, derivanti dalla presunta vendita di alcune autovetture. Vendita però secondo l’accusa mai avvenuta: le auto sarebbero rimaste nei capannoni di Villorba di Compiano e quell’escamotage sarebbe stato utilizzato al solo scopo di far comparire i bilanci societari più sani di quanto fossero in realtà. Ieri l’udienza preliminare: il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio.

Compiano tornerà davanti al giudice il prossimo 15 dicembre per il processo per bancarotta. Nel frattempo, dopo la prima condanna a diciotto mesi per evasione Iva, in appello l’avvocato di Compiano ha chiesto di attingere dai circa cinquanta milioni di euro ricavati dalla recente vendita all’asta delle auto i 15,5 che l’imprenditore-collezionista deve all’erario, sanzioni incluse. Se la Corte d’appello accetterà la richiesta - l’udienza è stata rinviata al 30 marzo 2017- potrebbe cadere ogni accusa fiscale.

Fabio Poloni

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso