Coca ai vip, preso il corriere trevigiano

Un canale trevigiano per la droga dei vip italiani, imprenditori e uomini di spettacolo. E’ la ricostruzione della Procura Antimafia di Milano che lo scorso 6 marzo ha chiesto e ottenuto l’arresto di 41 persone (52 gli indagati) tra cui quello di Nicolino Oppes, 64 anni, residente in via Salsa in città. L’uomo è considerato dagli investigatori come uno dei corrieri della cocaina. Oppes, difeso dall’avvocato Daniele Toffanin, ha negato tutte le accuse in sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip Silvio Maras e nei prossimi giorni sarà davanti ai giudici del Riesame di Milano a cui chiederà la scarcerazione.
Oppes, ritengono gli inquirenti, avrebbe avuto il compito di trasportare la droga che veniva acquistata da un imprenditore informatico lombardo nel corso di viaggi in mezza Europa. Viaggi di lavoro secondo quanto sostenuto dall’imprenditore finito a sua volta agli arresti; trasferte destinate allo shopping di cocaina, invece, secondo gli inquirenti. Oppes che svolgeva un lavoro saltuario di magazziniere alle dipendenze dell’informatico, ha confermato di essere stato mandato più volte a ritirare pacchi in diverse località italiane e straniere, ma ha sottolineato di non conoscere l’esatto contenuto delle scatole. Da quanto sapeva lui, ha affermato, si trattava di materiale informatico. Certo è che i carabinieri di Milano, che hanno condotto le indagini, gli hanno sequestrato 55 mila euro: una somma piuttosto elevata, secondo gli investigatori, per una persone che fa il magazziniere. Il suo coinvolgimento è venuto alla luce a seguito della chiamata in correità da parte di un altro indagato nell’ambito dell’operazione «White 2007», coordinata dal pm dell’Antimafia lombarda Piero Basilone. Gli inquirenti hanno individuato una banda di narcotrafficanti che faceva arrivare la droga in Europa, proveniente dalla Colombia e dalla Mauritania. La sostanza stupefacente entrava nel vecchio continente attraverso la Spagna per passare poi in Italia ed essere venduta ai vip, imprenditori a capo di società di servizi in particolare. Tra gli indagati figura anche il comico milanese Andrea Baccan, noto come «Pucci», protagonista di trasmissioni tivù di successo. L’uomo si è dichiarato estraneo a tutte le accuse. Nell’ambito dell’organizzazione c’è anche chi avrebbe trasportato 200 chili di coca provenienti dallo Stato africano a bordo di un piccolo aereo privato atterrato sull’isola di Gran Canaria.
L’inchiesta ha fatto venire alla luce, oltre a un traffico di droga, anche un giro di fatture false finalizzate all’evasione fiscale. In particolare nelle intercettazioni in cui figura anche Oppes, si fa riferimento alle «zanzate»: per il trevigiano si tratterebbe, appunto, di fatture false emesse ed utlizzate allo scopo di pagare l’Iva. Non solo droga, dunque, ma anche evasione fiscale.
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