Cittadinanza civica a Treviso

Il consiglio vara lo Ius Soli: i figli degli stranieri nati nel capoluogo sono trevigiani. Lega contro. Forza Nuova: «Repubblica delle banane»

Treviso c’è lo “ius soli temperato”: la cittadinanza onoraria verrà data ai figli degli immigrati, nati e cresciuti a Treviso. Il nuovo regolamento è passato ieri sera a palazzo dei Trecento con 21 voti a favore del centrosinistra, 5 contrari del centrodestra e Gentilini che esce dall’aula furente. La cittadinanza onoraria agli stranieri è diventata norma in un clima teso: polizia municipale e Digos schierati per evitare che durante il consiglio comunale i militanti di Forza Nuova, Lotta Studentesca e Rinascita per Treviso si fiondassero al banco della giunta per consegnare all’assessore per l’Immigrazione Anna Caterina Cabino un finto attestato di cittadinanza.

Alla fine, dopo il voto, lo ha fatto una di loro, una ragazza militante di destra che, seguita come un’ombra da un vigile, è riuscita a portare sul tavolo della Cabino una pergamena, la “Cittadinanza onoraria della repubblica delle banane». Tensione alle stelle ancor prima della discussione e del voto sullo ius soli, avvenuto poco prima delle ore 22, con due ore prima il capogruppo di Sel, Said Chaibi, ad attaccare «certe spinte xenofobe che dilagano in città», beccandosi l’applauso polemico dei militanti di destra, seduti ad assistere al consiglio in attesa dell’ultimo punto appunto per consegnare la pergamena-beffa. È dovuto intervenire il sindaco Manildo, pregando tutti i presenti di portare avanti la discussione nel rispetto reciproco.

Ha insomma tenuto banco l’approvazione da parte del consiglio comunale di Treviso del nuovo regolamento comunale per la concessione della cittadinanza per ius soli, decisa dal sindaco Giovanni Manildo su input della stessa Cabino: ora la cittadinanza onoraria civica verrà conferita ai figli degli stranieri nati a Treviso e residenti in città che hanno dai 6 ai 19 anni e che sono circa 1.800.

 

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