Ciano, Tormena non è più sola Guizzo apre la “fronda” leghista

Il sindaco di Volpago appoggia la battaglia della collega di Crocetta «Sono con lei, dobbiamo fare rete. Come già contro il progetto di Terna»



Il sindaco di Volpago, Paolo Guizzo, sostiene la sua collega di Crocetta Marianella Tormena contro il progetto regionale per le casse d’espansione a Ciano. Si profila un asse di sindaci “ribelli” del Montello. Tutti i primi cittadini dell’area, tranne quello “civico” di Giavera, Maurizio Cavallin, sono leghisti come il presidente della giunta regionale, Luca Zaia, e il suo assessore Gianpaolo Bottacin, sponsor del contestato progetto.

Il partito di Matteo Salvini non è mai stato tenero verso i dissidenti, ma certo una “rivolta” delle amministrazioni del Montello, appoggiata trasversalmente dalle minoranze e da comitati di ecologisti e di residenti, può portare parecchi grattacapi a Venezia. «Sto sentendo i sindaci del territorio e quelli con cui ho parlato finora stanno con noi», spiega Tormena, che non dice una parola contro la Regione e non ha nessuna intenzione di abbandonare la Lega, ma non arretra di un millimetro. «È una questione tecnica, non politica: le vasche a Ciano per noi sono sbagliate e vogliamo convincere tutti», conclude al telefono la sindaca.

A esporsi pubblicamente sul tema è stato Guizzo in una serata dedicata al futuro dell’ex polveriera del Montello che si è tenuta mercoledì in auditorium di Volpago. Durante il dibattito Paola Tonellato, del comitato Volpago Ambiente, e Michele Cesco, del comitato per la tutela delle grave di Ciano, hanno chiesto al sindaco di Volpago di impegnarsi contro l’opera il cui progetto preliminare prevede lo scavo di un bacino di laminazione stimato in 35 milioni di metri cubi distribuiti su 555 ettari, e la costruzione di 13,5 km di muri in cemento armato alti fino a otto metri, delimitanti quattro vasche contigue. I loro interventi hanno sfondato una porta aperta. «Ho sentito la sindaca di Crocetta e sono con lei. Il Montello è una zona carsica e non vorrei ritrovarmi acqua in piazza a Volpago» ha spiegato tra il serio e il faceto Guizzo. «Da noi il fiume è stato rispettato e non si è costruito sulla golena (al contrario di quanto è successo in zone come Ponte di Piave, ndr), ho consigliato alla sindaca di Crocetta di fare rete con i Comuni vicini e di coordinarli per opporsi al progetto. È quello che stiamo facendo noi contro il riassetto della rete elettrica di Terna che prevede una centrale di trasformazione da 80 mila metri quadri a Volpago. Da soli sarebbe stato difficile lottare, ma ci siamo raggruppati in 18 Comuni convinti che se viene realizzata la stazione prima o poi il territorio sarà “invaso” dagli elettrodotti», ha concluso Guizzo. Nel caso di Terna sindaci, minoranze consiliari e comitati civici agiscono dalla stessa parte della barricata e le amministrazioni comunali lavorano per mettere insieme le competenze tecniche. Questo modello di lotta potrebbe replicarsi conto le casse d’espansione a Ciano creando problemi a Venezia. —



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