Chiude il mobilificio «Robur» Dava lavoro da mezzo secolo
ORMELLE. Ennesima chiusura nel settore del mobile: nei giorni scorsi è stato dichiarato il fallimento del mobilificio “Robur”, che contava quasi cinquant’anni di presenza in via Roma a Ormelle e una quindicina di lavoratori. La sezione fallimentare del tribunale di Treviso ha dichiarato il fallimento del mobilificio Robur di Franco Manfioletti sas, nominando Gianluigi Zulian giudice delegato e Giuliano Caldo, commercialista con studio a Oderzo, curatore fallimentare. I creditori hanno tempo fino al 5 ottobre prossimo per presentare le proprie richieste al curatore; mercoledì 4 novembre a mezzogiorno si terrà l’esame dello stato passivo dell’azienda davanti al giudice delegato. La Robur era un'azienda con una quindicina di dipendenti, fondata nel 1968 da tre soci: il presidente Renato Fuser di Portobuffolè, Sergio Bozzetto di Oderzo e Franco Manfioletti, residente ad Ormelle. Nell'azienda si producevano mobili in rovere, ciliegio e noce nazionale rivolti a una clientela di commercianti all’ingrosso, lavorando prettamente su commissione. Nell’Opitergino- Mottense nei primi mesi dell’anno sono già state tre le aziende del settore del mobile costrette a chiudere: oltre al mobilificio Robur, vi sono la PMT, con sede legale ad Azzano Decimo e reparti produttivi a Motta di Livenza con 120 lavoratori, che è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo e spera così di salvarsi dal fallimento, e lo storico mobilificio Serenissima di Mansuè (36 i lavoratori), che ha annunciato la volontà di chiudere entro l’anno portando a termine in questi mesi le ultime commesse nel cassetto. (c.st.)
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