Cercano il video hot di Belen, finiscono truffati

Decine di segnalazioni dagli utenti. Computer bloccati da un virus con lo stemma della polizia. «O paghi o il pc resta in panne». Ma il conto corrente è in Nigeria

Dopo la finta Guardia di Finanza, ora la nuova truffa che corre on-line porta lo stemma della polizia di Stato. Negli ultimi giorni la centrale della questura ha registrato decine di segnalazioni da parte di utanti della rete che dopo aver visitato siti a luci rosse hanno visto comparire la schermata della polizia di stato con un messaggio che annuciava: «ti abbiamo controllato, sei entrato in un sito proibito e il tuop computer è stato bloccato». Per riattivare le funzionalità del Pc, la «polizia» dava il condice imba di un conto dove doveva essere saldata immediatamente la sanzione da 100 euro.

Ma era una truffa. A scoprirla proprio gli investigatori della polizia postale ben consci di non aver attivato una campagna di controllo sulle utenze dei siti proibiti nei termini pubblicati dal messaggio.

Ma gli utenti sei siti proibiti (che non hanno certo avuto piacere di raccontare l’accaduto) non sono stati i soli a finire nella rete della «polizia». L’ultimo navigatore che ha chiamato la centrale era infatti una donna di 70 anni che stava facendo ricerche per delle ricette dei cucina a base di albicocca.

La Questura lancia l’allarme: «Chi si trova vittima di questi messaggi deve contattarci immediatamente» oppure cercare un tecnico capace di sbloccare il virus.

Gli accertamenti hanno permesso di capire poi che il conto corrente cui faceva riferimento l’avviso era stato aperto in una banca nigeriana. Ma i poliziotti hanno scoperto anche un altro dettaglio: è stata la massiva ricerca del video hard di Belen a scatenare l’arrembaggio dei truffatori conscio di trovare in rete molte possibili vittime

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