Al Centro dialisi di Oderzo mancano infermieri, il sindacato minaccia lo stato di agitazione
Il sindacato Nursing Up Treviso: «A Oderzo un infermiere ogni 54 pazienti, numeri insostenibili». Le criticità non sono una novità, già due mesi fa erano state segnalate, ma non ci sono stati interventi

Un infermiere ogni 54 pazienti. Sono i numeri critici del Centro dialisi di Oderzo. Il sindacato Nursing Up Treviso non ci sta e attacca: «Numeri insostenibili. Le criticità erano state denunciate già a maggio. ervono risposte immediate, altrimenti pronti allo stato di agitazione»
Le criticità del servizio di emodialisi dell’ospedale di Oderzo non rappresentano una novità. Nursing Up Treviso aveva infatti acceso i riflettori sulla situazione già due mesi fa con una nota ufficiale inviata alla Direzione generale dell'Ulss 2 e ai vertici dell’ospedale, nella quale denunciava la grave carenza di personale infermieristico e di supporto, chiedendo un intervento urgente.
A quella segnalazione era seguito, a fine maggio, un incontro con il direttore della dialisi di Oderzo e con la direzione delle professioni sanitarie nel quale l’Ulss 2 si era impegnata all’assegnazione per il reparto di Oderzo di un infermiere in mobilità, proveniente dall’ospedale di Conegliano.
Una soluzione che, però, non si è ancora concretizzata perché anche il presidio coneglianese registra carenza di personale. L’arrivo del nuovo infermiere è così slittato all’autunno, lasciando il reparto opitergino ad affrontare l'intera estate in condizioni di estrema difficoltà.
Le dichiarazioni del referente di Nursing Up Treviso
«Le criticità della dialisi di Oderzo non possono essere considerate un’emergenza improvvisa: le abbiamo ampiamente denunciate in questi mesi. Tuttavia, il reparto continua a lavorare in condizioni di sottorganico, con enormi sacrifici da parte degli operatori e con disagi sempre più evidenti per i pazienti, costretti anche a spostarsi da Oderzo a Treviso per ricevere la terapia salvavita. Parliamo di persone fragili, che instaurano un rapporto quotidiano con il personale della Dialisi e che vivono questi cambiamenti con forte e comprensibile stress», dichiara Annarita Secchi, referente provinciale di Nursing Up Treviso.
La situazione, rileva Nursing Up, è ormai al limite: la programmazione dei turni di luglio evidenzia infatti una dotazione di personale insufficiente: 25 turni inizialmente scoperti, di cui 16 coperti in extremis attraverso rientri dai riposi con i progetti estivi per garantire l’assistenza. Rimangono comunque 8 turni ancora senza copertura, con il concreto rischio che eventuali malattie o assenze improvvise compromettano l’organizzazione del servizio.
I dati
I dati confermano la criticità. Prendendo come riferimento il mese di gennaio, la dialisi di Oderzo ha trattato 438 pazienti con appena 8 infermieri, pari a un rapporto di 54,8 pazienti per infermiere. Ben al di sopra dell’altro ospedale spoke dell’Ulss 2, Conegliano, dove il rapporto è di 1 infermiere 38,7 pazienti.
«Attualmente il reparto di Oderzo può contare su 8 infermieri, molti dei quali part-time o con assenze programmate, e su 3 operatori sociosanitari, uno per turno. Una situazione che porta frequentemente gli infermieri a svolgere anche mansioni proprie degli Oss, aggravando ulteriormente il carico di lavoro. Sono numeri incompatibili con un’assistenza sicura» evidenzia Secchi.
Aggiunge la referente di Nursing Up: «Le conseguenze ricadono inevitabilmente sull’utenza. Sempre più frequentemente le sedute dialitiche vengono trasferite a Treviso, costringendo i pazienti a modificare improvvisamente le loro abitudini assistenziali e a raggiungere un altro ospedale.
Ad alcuni pazienti automuniti è stato addirittura chiesto di raggiungere autonomamente l’ospedale di Treviso per effettuare la seduta dialitica da metà luglio. Per superare quest’impasse servono almeno due infermieri e un operatore sociosanitario in più».
Il sindacato avverte: se dall'Ulss 2 non arriveranno risposte concrete e immediate, Nursing Up è pronta ad aprire lo stato di agitazione e ad avviare la procedura di raffreddamento davanti al prefetto.
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