Cento pendolari in marcia per salvare treni e corse

VITTORIO VENETO. Ieri mattina i pendolari del Vittoriese hanno marciato dalla stazione centrale di viale Trento e Trieste a piazza del Popolo per chiedere una linea più efficiente e la sospensione dei tagli capestro programmati dalla Regione sulle corse nel tratto nord della linea Venezia - Belluno. Con i quotidiani viaggiatori del treno c’erano a dare manforte sindaci e amministratori del mandamento: Gianantonio Da Re per la città, Giacomo De Luca per Fregona, Roberta Pozzobon per Cappella, artigiani e commercianti. La coordinatrice del Pd vittoriese Barbara De Nardi, i consiglieri Alessandro De Bastiani, Giuseppe Costa, Roberto Tonon e Adriana Costantini, e altri. Assente invece l’assessore regionale Renato Chisso. La battaglia per i treni ha coinvolto un fronte trasversale, fatto di pendolari e amministratori di diverso colore politico. «Noi lo consideriamo ancora un servizio pubblico e non parliamo di clienti ma di utenti» ha puntualizzato Adriano Botteon, consigliere comunale e leader del comitato “Il treno dei desideri”, promotore della manifestazione. È intervenuto anche il sindaco Da Re: «L’amministrazione è con voi» ha chiarito il primo cittadino, che ha approfittato dell’incontro anche per firmare a sostegno del comitato: «La Regione deve garantire le corse, almeno quelle necessarie a dare un servizio decente all’area Vittoriese e Bellunese, con le giuste coincidenze. Questa non è una battaglia politica ma per i servizi». Precisi gli interventi dei pendolari e degli esperti del comitato, che hanno descritto la situazione di un ramo di ferrovia che rischia l’agonia: gli svantaggi dell’orario in arrivo, se non sarà modificato, saranno la mancanza di corse dirette per Venezia con attese di 20 minuti a Conegliano, gli ultimi treni in arrivo troppo presto da Venezia, servizio festivo ridotto e tempi di percorrenza più lunghi.
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