Il “Vizietto” che fa storcere il naso: il caso del sexy shop a Castelfranco

La nuova apertura in Borgo Pieve scatena i mugugni dei residenti. Il titolare: «Per soli maggiorenni, in regola e discreto. Anche la vetrina»

Vera Manolli
Il nuovo sexy shop aperto in Borgo Pieve a Castelfranco
Il nuovo sexy shop aperto in Borgo Pieve a Castelfranco

Il sexy shop sotto casa: quando una vetrina diventa scandalo e scatena l’indignazione sui social. A turbare il quartiere di Borgo Pieve non è un abuso edilizio, e neppure l’ennesimo locale rumoroso, ma un nome: il Vizietto.

Così si chiama il sexy shop fresco di inaugurazione, aperto 24 ore su 24 e con accesso tramite tessera sanitaria solo per i maggiorenni. E tanto è bastato per innescare quella miccia scabrosa dello scandalo.

L’attività prende il nome dal celebre film di Édouard Molinaro, commedia intelligente e corrosiva che, quasi mezzo secolo fa, prendeva in giro l’ipocrisia e il costume sociale con leggerezza e intelligenza. Eppure il Vizietto a Borgo Pieve non fa sorridere, anzi: qualche mamma è preoccupata per il decoro, i valori e le famiglie, per non dire dei bambini che passando accanto al negozietto possano restare turbati. Ma la sua presenza ha già accesso il dibatto sui social.

«Ce n’era davvero la necessità? ” – scrive E.G. sul gruppo Facebook “Sei di Castelfranco se...” – Si rende conto che Castelfranco e specialmente Borgo Pieve ha bisogno di risollevarsi anziché cader sempre più in basso?», chiede pubblicamente al titolare del negozio.

«Abbiamo aperto regolarmente, con tutte le autorizzazioni», spiega Andrea, il titolare, «possono accedere solo le persone maggiorenni e tutto è molto discreto a partire dalla vetrina».

Siamo appena fuori dal centro storico e nel quartiere ci sono altre attività. Nei primi dieci giorni di apertura non si sono registrate segnalazioni né problemi particolari. Anche tra residenti e commercianti le reazioni appaiono più sfumate di quanto il dibattito social lasci intendere, con molti che prendono le difese del negoziante ridimensionando la questione a una normale apertura commerciale.

Intanto il Vizietto continua a restare aperto, mentre la polemica, nata da una tastiera, sembra avere difficoltà a uscire dal mondo virtuale e a trovare riscontri nella vita quotidiana del quartiere che si scopre improvvisamente casto, offeso, turbato. Molinaro avrebbe sorriso. Qui si storce il naso. Ma la battuta resta la stessa: lo scandalo non è in vetrina, è nello sguardo di chi la osserva.

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