Castelfranco al voto. Dentista freevax e anti americano, Ceschini punta sulla sicurezza
Le interviste ai candidati. Il portabandiera della lista Nova Repubblica: «Da pensionato posso dedicarmi unicamente alla città. Punto asistemare gli impianti di Redipuglia. E sul no ai confronti: «Sono degli show, non mi piacciono

Paolo Ceschini, 68 anni, odontoiatra in pensione, è il candidato che nessuno aveva messo in preventivo. Vicino a Riccardo Szumski e alle sue idee, guida la lista Nova Repubblica.
Ceschini, la sua carriera è quelle che sognava da ragazzo?
«Si, in quarta elementare è nato il desiderio di fare il dentista, a seguito di una pessima esperienza subìta da un dentista: mi tolse un molare senza anestesia. Ma allora i dentisti erano in realtà dei medici condotti che, a tempo perso, curavano i denti. L’unico momento in cui ho temuto di dovere cambiare strada fu quando la mia amatissima mamma, appena cinquantenne, morì di cancro. Era il 1974 e io avevo 16 anni. La mia famiglia passò un periodo di grande difficoltà, anche economica e pensai che non avrei potuto iscrivere all’università. Ma mi sono rimboccato le maniche, e nell’88 ho aperto il mio primo studio dentistico a Fanzolo di Vedelago. Un altro momento fondamentale della mia formazione medica è un triennio di medicina tradizionale cinese».
Quali sono le sue passioni extralavorative?
«Ho suonato la batteria da semiprofessionista in un’orchestra di nove elementi. Si suonava nelle discoteche e nelle sale da ballo del triveneto ogni sera festiva e pre-festiva, qualcuna anche all’estero. Mi interesso molto di geopolitica, perché condiziona fin troppo la politica nazionale, generalmente gestita da chierichetti opportunisti e proni agli ordini del sistema».
In che paese avrebbe voluto vivere se non avesse vissuto in Italia?
«L’Italia è probabilmente il miglior Paese del mondo, dal punto di vista climatico e paesaggistico, con le sue tradizioni culinarie, il suo capitale artistico, con i suoi grandi geni. Purtroppo nel nostro Paese da troppo tempo scarseggia la qualità della politica. Chi, come me, si informa, sa bene che l’Italia è di fatto una colonia americana e sottosta alle imposizioni di chi comanda davvero attraverso Washington, ovvero la city di Londra, Parigi e Tel Aviv».
Perché si definisce freevax?
«Pur essendo stato indottrinato durante il percorso universitario sui vaccini come farmaci salvatori del mondo, durante il Covid ho approfondito moltissimo l’argomento, confrontandomi anche con luminari. Non mi sono mai vaccinato contro l’influenza, né contro il Covid. E mai accetterò di farmi vaccinare. A fine gennaio 2022 sono stato sospeso dall’Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Treviso e per sette mesi ho dovuto sospendere la mia attività. A luglio 2022 sono riuscito finalmente ad ammalarmi di Covid, sebbene in forma lievissima. Un semplice mal di gola, pur intenso, durato una sola notte, perché non mi ero curato con Tachipirina e vigile attesa, ma con banali antinfiammatori e qualche integratore vitaminico. Dopo la guarigione e la quarantena la sospensione mi è stata annullata. Ma, nel frattempo, sono stato costretto a chiudere il mio studio dentistico, con un danno economico difficilmente quantificabile. Facciamo adesso molta attenzione al nuovo teatrino, simile a quello del Covid, che sta iniziando sull’Hantavirus: ci stanno riprovando».
Perché ha deciso adesso di entrare in politica?
«A fine gennaio ho compiuto 68 anni, e sono andato in pensione. Ho accettato di entrare nella politica comunale, però esclusivamente in una lista apartitica. Voglio ascoltare solo la popolazione di Castelfranco. Solo da pensionato ritengo di poter fare il sindaco come unica professione».
Perché non partecipa ai confronti tra candidati sindaci?
«Ci teniamo alla lontana dallo show che ci hanno abituato a vedere, iniziando dal Maurizio Costanzo Show. I confronti tra candidati si chiamano “ all’americana” e abbiamo imparato che gli americani sono professionisti dello spettacolo, ma non sono gli esempi di buona politica da seguire».
La prima cosa da fare da sindaco, e quella più importante nel corso del mandato?
«È prioritario mettere in sicurezza il territorio, con tavoli di confronto con le forze dell’ordine; i vigili urbani devono essere impiegati a orari di lavoro diversi da quelli attuali. È importante anche educare la popolazione. In tempi più lunghi è importante ristrutturare l’area sportiva di Redipuglia, come pure gli impianti sportivi di tutto il territorio, compresi quelli di tutti i quartieri e delle frazioni.
Cosa le piace di Castelfranco?
«Tutto, dalla gente al territorio, dal centro alle frazioni, dal Teatro accademico al conservatorio, dal palazzetto dello sport all’ospedale».
Qualcosa che non le piace?
«Voglio una città più pulita e più ordinata, anche nei suoi parchi verdi, soprattutto quelli dedicati ai bambini, con una più attenta vigilanza. Non sono belli da vedere e nemmeno sono funzionali i tratti di strada male asfaltati, o rovinati dopo i lavori».
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