Caserma Serena, positivi 233 profughi Contagiati anche 11 operatori del centro

/ treviso
Come dentro una polveriera, il contagio esplode, assume dimensioni preoccupanti, pare inarrestabile: 244 persone positive all’interno dell’ex caserma Serena di Casier, 107 in più rispetto alla settimana scorsa, quando il nuovo focolaio, il secondo da inizio estate, è scoppiato dentro la struttura diventando in poche ore il cluster più grande d’Italia. I contagiati sono raddoppiati nel giro di sette giorni, ora più dei due terz dei presenti risulta infettato. Significa che nel Veneto in cui ci sono mille positivi, un quarto è a Treviso.
IL BOLLETTINO DELL’EPIDEMIA
«Si è conclusa la processazione del terzo round di tamponi effettuati su migranti e operatori dell’ex caserma Serena. Complessivamente mercoledì erano state sottoposte a test 309 persone, delle quali 284 ospiti e 25 operatori. Sono risultati positivi 244 (di cui 11 operatori) mentre i negativi sono 47. Diciotto tamponi sono da riprocessare», riferisce l’azienda sanitaria trevigiana impegnata da due giorni nello screening di massa alla Serena. Il virus galoppa nel centro per migranti, favorito dai grossi assembramenti, dalle condizioni fatiscenti dell’edificio e dalla difficoltà a far rispettare le regole anti-Covid.
«Quanto sta accadendo è il segnale che il mancato uso della mascherina da parte degli ospiti non crea quella barriera protettiva che impedisce al virus di diffondersi e circolare», commenta il direttore generale dell’Usl di Marca Francesco Benazzi che mercoledì, insieme all’équipe sanitaria, ha preso parte allo screening e facilitato la mediazione con i migranti. Le persone infettate stanno tutte bene, hanno il Covid ma sono asintomatiche, vista la situazione però resterà in vigore l’obbligo di quarantena per tutti gli ospiti del centro di accoglienza.
«Non possono uscire, le forze dell’ordine continueranno a presidiare l’area, tra una settimana ripeteremo i tamponi e così andremo avanti, ogni sette giorni, fino a quando la situazione non rientrerà», aggiunge il dg Benazzi. Sul fronte delle sanificazioni resterà in vigore il protocollo già in atto, che prevede la frequente pulizia dei bagni e degli ambienti comuni.
SUL TERRITORIO
Resta quindi blindata l'ex caserma Serena, ma le autorità sanitarie si stanno concentrando anche sui contatti di due ospiti del centro che hanno lavorato come interinali in aziende sul territorio, dalle imprese agricole alla Benetton. Grazie ai controlli si sta ricostruendo la rete delle loro frequentazioni di conoscenti e colleghi, potenzialmente esposti al virus. «Due positività sono emerse, ad ora, tra i contatti in ambito lavorativo dei migranti dell’ex Serena: complessivamente circa 130 le persone che sono state sottoposte a tampone», fa sapere l’Usl di Marca.
Si tira invece un sospiro di sollievo negli alloggi di Roncade, gestiti dalla cooperativa di accoglienza Auryn, dove un bengalese, che aveva frequentato gli ospiti dell’ex Serena, è risultato infettato. Lo screening sui suoi contatti stretti, 24 migranti e 2 operatori, non ha rilevato altre positività al coronavirus.
IL PRIMO ALLARME
Già a inizio giugno l’ex caserma Serena era stata attenzionata per due casi di coronavirus. Il primo riguardava un operatore rientrato dal Pakistan e poi risultato malato quando era troppo tardi, visto che non avrebbe osservato la quarantena e sarebbe andato al lavoro pur avendo la febbre. Sta di fatto che dopo aver scoperto quella positività, tra i 349 tamponi eseguiti su lavoratori e ospiti, era risultato infettato anche un migrante nigeriano di 34 anni. La situazione pareva sotto controllo, tutti gli altri testerano negativi. Ma un mese dopo, a fine luglio, torna l’incubo contagi. Il 28 luglio un richiedente asilo comincia ad avere tosse e un po’ di febbre. Viene sottoposto al test e risulta Covid-positivo. A quel punto vengono controllati anche due contatti stretti, e anche questi figurano contagiati. Scatta l’allerta. L’Usl di Marca ripete il test a tappeto. Il 30 luglio i positivi salgono a 129, nei giorni seguenti il loro numero aumenta ancora, diventano 137. Nelle ultime ore il dato raddoppia: 244 migranti della Serena colpiti dal coronavirus. Una quarantena che sembra infinita per gli ospiti, una situazione che può diventare esplosiva. —
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