Carroccio dilaniato, le prime fuoriuscite

La rottura tra bossiani e maroniani al K3 si propaga a Roncade. Partecipate: Zugno replica a Granello

Resa dei conti nel Carroccio: la guerra nel direttivo provinciale dei lealisti bossiani contro i maronian tosiani, con le dimissioni al momento congelate del segretario maroniano Giorgio Granello, più le spaccature venute alla luce domenica a Pontida, si riflettono sulle sezioni comunali e sulle circoscrizioni. E Fulvio zugno, presidente leghista di Ascopiave, replica a muso duro a Granello: «Reclama compensi più bassi nelle società partecipate dai Comuni come la nostra? Prima di parlare si informi».

E intanto il primo terremoto «di riflesso» si è registrato a Roncade, proprio nella serata di venerdì, il giorno in cui al «K3» i lealisti bossiani stavano firmando la sfiducia a Granello prima che l’interessato li anticipasse con l’annuncio delle dimissioni, situazione che ha innescato la bagarre a Roncade. In apertura del consiglio roncadese, la capogruppo Fedra De Vidi e i consiglieri comunali Marco Lovisetto, già consigliere provinciale, e Massimo Stocco, hanno comunicato la fuoriuscita dal gruppo consiliare del Carroccio. I tre resteranno in consiglio da indipendenti, forse in un unico gruppo ma è ancora prematuro dirlo. Decapitato, invece, il gruppo consiliare della Lega, rimasto con due soli rappresentanti: Marco Donadel e Roberto Silvestri. «Mi sono stancato del modus operandi della Lega: non siamo mai ascoltati, è come fossimo inutili. Invece serve la condivisione delle scelte tra tutti, non tra pochi. Ho voluto dare un segnale: non ho bisogno della sedia», tuona Marco Lovisetto che ha parole dure per Piero Varsori, segretario di circoscrizione Sile-Piave (che comprende Roncade, Monastier, Zenson, San Biagio, Silea e Carbonera), che prima ha siglato la mozione di sfiducia e poi ha ritirato la firma in direttivo. «È una persona inaffidabile, non adatta al suo ruolo», aggiunge Lovisetto, facendo capire che i mal di pancia maggiori sono proprio in circoscrizione, in tutto una sessantina di militanti. Nel 2013, in queste condizioni, il consigliere ex leghista annuncia che non farà la tessera della Lega. «Nel 2012 l’ho pagata ma non mi è mai stata consegnata», rincara, «Ormai vengono dati i meriti solo a chi chiacchiera e fa il ruffiano. Questa Lega sta quasi diventando come la mafia». Massimo Stocco, anch’egli fuoriuscito dal gruppo consiliare della Lega, bolla quanto comunicato venerdì all’assemblea come «una decisione pesante». «Ci sono malumori in circoscrizione», spiega, «Non posso svolgere il mio mandato senza tranquillità. Per questo proseguirò, ma da indipendente». Non è escluso che il terremoto scuota altre sezioni.

Rubina Bon

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