Carenza di medici l’Usl corre ai ripari Un milione di euro alle cooperative

Conti alla mano, l’azienda sanitaria trevigiana staccherà in sei mesi un assegno di oltre un milione di euro alle cooperative per garantire il funzionamento di alcuni servizi fondamentali, nelle sale parto e nei blocchi operatori dove la carenza di medici si fa più sentire.
L’impegno di spesa maggiore riguarda il punto nascita di Vittorio Veneto. La struttura chiusa per l’estate ha riaperto con sorpresa: un appalto da 747 mila euro con cui l’azienda sanitaria trevigiana affida il “servizio di guardia pediatrica e guardia ostetrico-ginecologica” al personale di una cooperativa per i prossimi cinque mesi.
Nello specifico si tratta della piemontese Pediacoop Società cooperativa di Domodossola chiamata a garantire da qui a primavera l’assistenza alle pazienti ricoverate e alle future mamme che accedono al reparto.
Il Punto nascita vittoriese è da tempo al centro del dibattito perché funziona in deroga rispetto al tetto di 500 parti l’anno indicati dalla normativa come standard minimo di qualità e sicurezza.
PENURIA DI MEDICI E COOP
Oltre alla penuria di medici all’ospedale di Vittorio Veneto, l’azienda sanitaria trevigiana ha avviato la scorsa settimana un’altra massiccia ricerca di professionisti, guardando sempre all’interno della galassia delle cooperative.
L’investimento è consistente: oltre 142 mila euro a copertura di sei mesi della guardia ostetrico-ginecologica di Oderzo per la quale si sono fatte avanti la Novamedica società cooperativa onlus di Bologna e la Medical Line Consulting di Roma. Stessa formula a valenza semestrale per un importo di circa 130 mila euro per l’affidamento del servizio di guardia anestesiologica dell’ospedale di Oderzo, che vede in gara la Medical Service Assistance Srl e la Medical Line Consulting, entrambe con sede a Roma.
l’operazione
L’esternalizzazione del servizio di guardia pediatrica e ostetrico-ginecologica dell’ospedale di Vittorio Veneto, è un’operazione che ha tutte le caratteristiche di una corsa contro il tempo, tanto che l’Usl 2, dopo aver incassato il via libera dalla Commissione Regionale per gli Investimenti Tecnologici ed Edili (Crite), ha disposto di «dare esecuzione anticipata al servizio», provvedendo ad avviarlo lo scorso 28 ottobre, «in ragione del carattere di urgenza che riveste il presente affidamento». Il criterio per scegliere il miglior offerente tra quattro candidati è stato quello «dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata in base del miglior rapporto qualità prezzo» partendo da una base d’asta di 748 mila euro. La procedura di gara, pubblicata lo scorso 10 ottobre, ha visto farsi avanti quattro realtà: Novamedica società cooperativa sociale onlus di Bologna, la siciliana Ontario Health Care, il consorzio Vision di Treviso e Pediacoop di Domodossola.
A quel punto, la commissione giudicatrice composta dal direttore sanitario Livio Dalla Barba, insieme al primario di Ginecologia Antonio Azzena e al collega di Pediatria Gian Paolo Chiaffoni, entrambi dell’ospedale di Conegliano, ha espletato la procedura di selezione, indicando Pediacoop.
L’ANAAO
Contro il «reparto in appalto» si schiera il sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed.
«È faticoso far capire alle persone che un ospedale è un po’ come il pit stop della Ferrari– sottolinea Adriano Benazzato segretario Anaao Assomed del Veneto– ci dev’essere confidenza e conoscenza, l’intesa dell’équipe è fondamentale per garantire buoni livelli di assistenza, sicurezza e qualità delle cure. Basta tappare buchi appaltando alle cooperative o puntando sui medici neolaureati in libera professione».
Il sindacalista fa riferimento alle criticità del punto nascite vittoriese, senza dimenticare che la situazione riguarda molti reparti in tutto il Nordest. «Bisogna procedere a una revisione dei servizi e della rete ospedaliera del Veneto. Se il personale non basta, occorre fare una riflessione, non si può tenere aperto senza essere all’altezza della partita– conclude Benazzato– mi aspetto situazioni drammatiche e a questo punto se ne occuperà la magistratura». —
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