«Canova, no ai diktat di Marchi»

«Sono portato a non prestare attenzione ai diktat, soprattutto se pronunciati in un momento di rabbia». Il sindaco Giovanni Manildo non si scompone di fronte alle accuse di immobilismo che gli ha rivolto Enrico Marchi, il presidente di Save, società che controlla l’aeroporto di Treviso. Il manager trevigiano è furioso per l’ennesima bocciatura arrivata dalla Commissione di Via del ministero dell’Ambiente al suo piano di sviluppo dell’aeroporto di Treviso. Ad agosto è infatti arrivato l’ennesimo “no”, il terzo, al progetto di Save. «La situazione è critica anche per colpa della giunta Manildo, che è muta», aveva spiegato Marchi. «Non mi piacciono le minacce e i ricatti», gli risponde il sindaco, «ho scritto al presidente di Save per avviare un tavolo, dove discutere tutti insieme, per stabilire quale sviluppo, sostenibile, dare all’aeroporto».
Per Manildo è da ripensare l’intero quadrante dell’aeroporto, evitando inutili gigantismi. «Siamo decisamente più presenti della vecchia amministrazione comunale», aggiunge il primo cittadino, «e abbiamo un modo di lavorare diverso. Bisogna capire cosa vogliamo realizzare e inserirlo in un discorso ampio da portare avanti anche con Save. Non accettiamo però che ci vengano a dire quali decisione pretendere». Marchi ha accusato Ca’ Sugana di non avere dato risposte all’offerta da parte di Save di acquistare il park comunale davanti allo scalo per riorganizzare i parcheggi.
«Non possono essere prese decisioni singolarmente senza pensare alla riorganizzazione complessiva», risponde Manildo, «ne possiamo discutere ma all’interno di un discorso decisamente più ampio». Il sindaco si sofferma poi sulla polemica di Marchi con Paolo Camolei, ex presidente di AerTre e attuale assessore all’Urbanistica e alle Attività produttive. «Si tratta di vicende vecchie», sottolinea, «si devono chiarire tra loro. In questa vicenda i rapporti personali non giocheranno alcun ruolo, anche perché la delega sull’aeroporto è nelle mani del sindaco».
«Il pericolo in tutta questa vicenda è che Marchi si stanchi di Treviso», afferma Gianni Garatti, presidente di AerTre, «continuo a dire che è necessario sedersi tutti insieme allo stesso tavolo per trovare quella soluzione che è a portata di mano. L’importante è non radicalizzare il confronto».
La commissione di Via si era riunita in seduta plenaria ad inizio agosto ed aveva valutato una per una tutte le eccezioni e le osservazioni presentate dalla società dopo il voto negativo di marzo. E le ha stroncate tutte. Il ministero, di fatto, ha ribadito il parere dato in primavera imponendo a Save, qualora non abbia intenzione di rinunciare al piano su Treviso, «di riformulare completamente» il Master plan. Un’istanza che per Save, viste anche le ultime dichiarazioni fatte da Enrico Marchi («Se l’aeroporto a Treviso non piace, Venezia può arrangiarsi da sè»), potrebbe tradursi nel dietro front su Treviso in virtù magari – è una delle ipotesi – dei buoni rapporti instaurati con il Catullo di Verona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








