Apache e esplosioni in piazza di Signori: la guerra in città con Call of Duty
Piazza dei Signori, Calmaggiore, Pescheria, Duomo e aeroporto Canova trasformati in scenari di guerra da un video AI ispirato a Call of Duty. L’esperimento ambientato a Treviso ha superato le 15 mila condivisioni: «Non è incitazione alla violenza, è solo un gioco»

Il palazzo della Signoria bombardato, con il fumo nero che si alza dalle finestre e dalla torre civica. Uno scenario di guerra che per Treviso ha un significato profondo e spaventoso. Un deja vù che i trevigiani non vogliono certo vivere.
Ma per chi volesse sperimentare cosa significhi, esteticamente, piazza dei Signori in guerra ora lo può fare con una simulazione di Call of Duty, lo sparatutto che dal 2003 tiene svegli milioni di appassionati in diversi scenari di conflitto. Visione in prima persona, fucile puntato in avanti, e ogni nascondiglio da sfruttare per portare a casa la missione; che sia una guerra novecentesca, un conflitto nel deserto o una battaglia futuristica.

Un canale Instagram, BoggioAi, si sta divertendo a spostare gli scenari del gioco in provincia, tra piccoli comuni e capoluoghi. E uno degli ultimi esperimenti realizzati con l’intelligenza artificiale ha avuto come ambientazione Treviso.
Musica tensiva di sottofondo, il video si apre proprio in piazza dei Signori con un esplosione davanti ai negozi, poi la missione si sposta in stazione e alla Fontana delle tette, rimasta intatta nonostante la galleria sia invece stata bombardata e distrutta. Poi in una San Nicolò bombardata, e il Calmaggiore con trincee e postazioni mitra posizionate ad ogni colonna.
E ancora il blitz nell’isola della pescheria difendendosi dai nemici nascosti dietro ai banchi del pesce; il Duomo con un’auto parcheggiata vicino alle macerie delle esplosioni, la presa dell’aeroporto Canova, e l’arrivo degli Apache che colpiscono ponte Dante.

Un esperimento che ha raccolto migliaia di visualizzazioni in poche ore e centinaia di commenti, da chi la butta in politica “con tutti gli elementi che ci sono per Treviso toccherà andare in giro così per davvero tra un po’”, o “Treviso di sera praticamente”; a chi vorrebbe vedere anche il proprio quartiere “mi puoi fare San Liberale?” E c’è chi con una battuta “attenzione che poi ti indagano”, ricorda il caso di Firenze, dove per un video analogo - sempre di Call of Duty si tratta ambientato in tutta la Toscana - un empolese, Giorgio Galimberti, è stato indagato dalla Procura per incitamento alla violenza e si è visto pure bussare alla porta sette agenti della Digos per una perquisizione. Boggio Ai fa subito sapere di non essere l’indagato, che i video li faceva da prima, e che a casa “non è mai venuto nessuno”.

Poi la precisazione, che di questi tempi non si sa mai: «I miei video non vogliono incentivare a odio o guerre ma realizzare il sogno di ogni ragazzino che giocava a Black Ops (una delle campagne di Call of Duty ndr) di avere la mappa con la sua città».
Non si tratta, a quanto si apprende, di una mappa giocabile, come avvenuto per altre città, per cui sono stati costruiti dalle community di appassionati dei veri e propri scenari, ma solo di una rappresentazione realizzata con l’intelligenza artificiale. Nonostante questo, l’effetto di Call of duty a Treviso è stato dirompente, con oltre 15 mila condivisioni in poche ore.
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