Ca’ Foscari, oltre 600 studenti all’ex Fleming dal 2027: il campus Turazza pronto nel 2030
Il San Paolo sarà lasciato entro agosto 2027. Il rettore Marco Sgarbi annuncia il nuovo “Human Transformation Campus”, oltre 20 milioni di lavori, nuovi corsi e il progetto di uno studentato a Treviso

Da settembre 2027 oltre 600 studenti di Ca’ Foscari entreranno all’ex Fleming, primo tassello del futuro campus universitario che sorgerà nell’area dell’ex Turazza. Nello stesso periodo l’ateneo veneziano lascerà definitivamente il San Paolo, attuale sede trevigiana di proprietà di Fondazione Cassamarca, che sarà liberato entro agosto 2027.
È questa la prima tappa concreta del progetto con cui Ca’ Foscari punta a cambiare dimensione alla propria presenza a Treviso. Il prossimo anno saranno infatti banditi anche i lavori per il nuovo campus, per un investimento superiore ai 20 milioni di euro, con l’obiettivo di completare l’intera area entro il 2030.
Tra il 2027 e il 2030 l’attività universitaria sarà quindi distribuita fra l’ex Fleming e San Leonardo, in attesa che venga portato a termine il nuovo polo Appiani-Turazza. A delineare tempi e prospettive è Marco Sgarbi, nuovo rettore di Ca’ Foscari, ufficialmente in carica dal primo ottobre e a Treviso per presentare la propria visione dello sviluppo dell’ateneo in città.
«Trasformeremo la sede di Treviso da centro interdipartimentale a campus», annuncia Sgarbi. «Da settembre 2027 i primi studenti entreranno all’ex Fleming». Parallelamente l’università lavorerà con Comune ed Esu per individuare spazi destinati a una residenza universitaria, uno dei tasselli ancora mancanti per accompagnare la crescita del polo.
Da centro universitario a vero campus
L'obiettivo dichiarato è dare alla presenza cafoscarina a Treviso una nuova struttura, trasformando l'attuale Centro in un campus con una propria identità istituzionale, una guida e risorse dedicate e stabili.
Il progetto è stato ribattezzato “Human Transformation Campus”, il Campus della Trasformazione: un polo nel quale, nelle intenzioni dell’ateneo, formazione universitaria e rapporto con il territorio dovranno intrecciarsi sempre più.
«Le tecnologie trasformano il lavoro e la società – spiega il rettore –; noi vogliamo formare chi quella trasformazione la governa, non chi la subisce». L'idea è quella di un campus capace di rivolgersi non soltanto agli studenti universitari, ma anche «al giovane che entra nel mondo del lavoro, all'adulto che deve ricollocarsi, all'impresa del territorio che si digitalizza, all'amministrazione che cambia i propri servizi».
Fra le prospettive c'è anche l'ampliamento dell'offerta formativa, oggi fortemente concentrata sull'area economica e linguistica, con la possibilità di introdurre a Treviso nuovi corsi, anche in ambito umanistico.
Ex Fleming dal 2027, Turazza completato nel 2030
Il primo passaggio scatterà con l'anno accademico 2027-2028, quando le attività oggi ospitate al San Paolo saranno trasferite all'ex Fleming, edificio adiacente al complesso Appiani-Turazza.
L'obiettivo finale è creare entro il 2030 un unico grande campus di oltre 10 mila metri quadrati lordi, comprendente Appiani-Turazza ed ex Fleming, con grandi aule, laboratori informatici e linguistici, spazi dedicati agli studenti, aree di co-working, uffici e studi.
Il nuovo polo, a una decina di minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, dovrà essere nelle intenzioni di Ca' Foscari non soltanto una sede universitaria, ma uno spazio aperto alla città e al territorio. «Il Turazza non sarà un contenitore chiuso – è la linea indicata dall'ateneo – ma un catalizzatore urbano».
Studentato e mensa, confronto con Esu e Comune
Resta poi il nodo dei servizi per una popolazione universitaria destinata a crescere. Fra le priorità indicate da Sgarbi c'è infatti la realizzazione di una residenza per studenti a Treviso.
«È già avviato un percorso con l'Ente regionale per lo studio – spiega il rettore – per sondare la possibilità di residenze, alloggi e mense, e per individuare soluzioni concrete per la ristorazione sul modello di altre città universitarie».
La partita, dunque, non riguarda soltanto il trasferimento delle lezioni dal San Paolo al nuovo polo, ma la costruzione di un sistema di servizi che consenta a Treviso di assumere sempre più le caratteristiche di una città universitaria.
La direzione del Campus di Treviso è stata affidata al professor Maurizio Massaro, ordinario di Economia aziendale. Vicedirettore è Paolo Magagnin, del Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea, mentre Paolo Pellizzari, del Dipartimento di Economia, è delegato all'offerta formativa per Treviso e seguirà lo sviluppo e la qualità dei corsi e il raccordo con l'offerta complessiva dell'ateneo.
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