Bomba d’acqua sulla Pedemontana Le strade si sono trasformate in fiumi

PEDEROBBA
Il maltempo ieri ha prima colpito il Bassanese, poi ha saltato la parte più occidentale della Pedemontana Trevigiana e infine si è scatenato da Monfumo a Cavaso, da Pederobba a Cornuda, da Maser a Montebelluna fino ad arrivare anche a Vittorio Veneto. E dappertutto l’acqua è tracimata da torrenti e fossati, ha allagato scantinati e piani terra di case e negozi, trasformato in fiumi tante strade. In tre quarti d’ora è stato calcolato che siano caduti 95 millimetri di pioggia, una vera e propria bomba d’acqua, che a Montebelluna è scesa anche frammista a grandine. In tutto i vigili del fuoco hanno dovuto effettuare una trentina di interventi, di cui ben 17 per prosciugamenti di scantinati e piani terra di abitazioni, per il resto hanno dovuto liberare le strade dalle piante che avevano ostruite le carreggiate.
allarme per la piena
La prima ad essere colpita è stata la località La Valle a Monfumo, dove il Muson è tracimato e l’acqua ha invaso alcune abitazioni, l’allarme è scattato anche ad Asolo, dove la piena del Muson è stata tenuta d’occhio per il rischio che esondasse pure lì. Di seguito la bomba d’acqua ha colpito il comune di Cavaso e anche lì si sono registrati allagamenti di abitazioni e strade trasformate in fiumane. Duramente colpito nuovamente il territorio comunale di Pederobba: l’acqua scesa dal Monfenera ha trasformato in un torrente la strada che attraversa il centro del paese e allagato una decina di case. Questa volta è esondato anche il torrente Curogna a Onigo, tanto da costringere la protezione civile a chiudere il ponte bloccando in pratica la strada che collega la frazione a Pederobba. Trasformata in un fossato la rotonda di Pederobba lungo la strada Feltrina.
l’incubo
E c’è chi ha rivissuto lo stesso dramma dello scorso 14 giugno. Come l’azienda agricola di Luigina Zanella, ai confini tra Pederobba e Cavaso: «In negozio l’acqua arrivava all’altezza del ginocchio»raccontano «ha danneggiato tutto quello che era posato a terra. Ha fatto pure strage di anatroccoli: ha infatti divelto la rete dove erano custoditi e li ha trascinati via. Ne avevamo 120, una trentina siamo riusciti a salvarli, ma tanti sono stati portati via dall’acqua che in pochi secondi ha invaso tutto» . A confine c’è Cornuda e anche lì si è ripetuto un incubo già vissuto: la zona di via Matteotti, in piano centro, si è trasformata in una fiumana d’acqua ed è entrata nei scantinati più bassi. È arrivata come in precedenza dalla zona della stazione ferroviaria e ha fatto il disastro. Colpito anche il panificio di Gaetano Zuanetti: «Abbiamo provato a tamponare con degli stracci, ma è stato tutto inutile» dicono al panificio «nel negozio sono entrati una decina di centimetri d’acqua e lo scantinato si è allagato completamente. Fortunatamente avevamo avuto l’accortezza di tenere sollevata da terra la merce viste e precedenti esperienze» . Ai confini ovest si trova il territorio di Maser: anche lì la bomba d’acqua si è abbattuta violenta: la zona colpita è stata quella di via Costa del Sol, una strada che scende lungo la collina passando vicino al muro di Villa Barbaro: è diventata un fossato ed ha allagato la casa più bassa, casa Gallina. Il maltempo ha colpito pure Montebelluna e un fossato è tracimato a Pederiva, allagando nuovamente un borgo in via Sottorive. E in tutta la fascia pedemontana al lavoro le squadre dei vigili del fuoco, le protezioni civili dei vari comuni, sindaci, amministratori comunali e imprese private.
le strade
Il maltempo ha anche provocato problemi alla circolazione stradale. In particolare i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in via Col di Lana a Vittorio Veneto per due alberi di 15 metri caduti che occupavano una carreggiata. Particolarmente colpita anche la fascia che va da San Giacomo a Cappella Maggiore. —
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