Berton ci ripensa: fuori gli artisti dalla villa

NERVESA. «Revocherò la concessione della sede in villa Eros all'associazione Arti Visive Naervesiae. Hanno detto che si occuperanno di Grande Guerra. Argomento molto delicato che può gestire solo l'amministrazione comunale perché per il ricordo del centenario sono coinvolte tre province e lo Stato», annuncia il sindaco di Nervesa Fiorenzo Berton. «Dietro il sodalizio c'è il Gruppo Naturalistico Montelliano di Paolo Gasparetto che dopo aver rifiutato un piano di villa Eros all'inizio del mio mandato perché la voleva tutta ora vuole rientrare dalla finestra», continua Berton e conclude: «Gasparetto e il presidente del sodalizio Roberto Frare non sanno niente di Grande Guerra». Arti Visive Naervesiae si è costituita in associazione il 10 dicembre, conta già più di venti soci e ha come oggetto sociale l'esposizione delle opere pittoriche, grafiche, fotografiche, audiovisive e delle sculture dei soci, ma vuole organizzare anche retrospettive.
Il sodalizio ha accennato anche alla possibilità di occuparsi della Grande Guerra dal punto di vista degli audiovisivi. Una delibera di giunta pochi giorni fa, che ora Berton vuole revocare gli aveva dato in uso la stanza di villa Eros dove l'antico proprietario, il pittore Rebesco, dipingeva. «C'è stato un equivoco. La Grande Guerra non è tra i nostri obbiettivi principali. Per il resto villa Eros è del Comune che può assegnare gli spazi come meglio crede», risponde Frare. «Ho saputo del nuovo gruppo dai giornali però il sindaco non può dare ordini alle associazioni. Inoltre la storia recente di villa Eros parte dall'acquisto da parte del Comune del fabbricato per farne sede provvisoria durante al restauro del municipio. Successivamente, in seguito al progetto Museale presentato dal Gruppo Naturalistico Montelliano, sono stati recepiti finanziamenti regionali per il restauro dell’edificio con architettura liberty riportandolo allo sfarzo antico. I finanziamenti erano determinati allo scopo di farne la nuova sede museale non più voluta dall'amministrazione Berton attraverso querele e ricorsi giudiziari», conclude Paolo Gasparetto.
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