«Barcon, stop al progetto» Nuove accuse a Muraro

Continua la crociata contro il mega-insediamento nella frazione di Vedelago La Fondazione Villa Emo critica il ruolo della Provincia. L’Udc rilancia il suo no
Di Laura Canzian
BOLOGNINI TREVISO I COMITATI DI VEDELAGO CONSEGNANO LE CARTOLINE CONTRO INSEDIAMENTO DI BARCON AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA A SAN ARTEMIO
BOLOGNINI TREVISO I COMITATI DI VEDELAGO CONSEGNANO LE CARTOLINE CONTRO INSEDIAMENTO DI BARCON AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA A SAN ARTEMIO

VEDELAGO. Saldo di posti di lavoro prossimo allo zero. Non basta. C’è anche il casello sulla Pedemontana: utile solo al mega polo industriale e non ai cittadini. Questi i punti con cui la fondazione a tutela del paesaggio “Villa Emo” di Fanzolo motiva la mancanza di pubblica utilità del macello/cartiera di Barcon. Progetto di Colomberotto e Rotocart, il tandem d’impresa potrebbe nei prossimi anni approdare nei campi della piccola frazione di Vedelago e occupare un’area pari al centro storico di Treviso o, se si preferisce, uguale a 120 campi di San Siro messi assieme. Della questione si è parlato venerdì sera, all’auditorium del collegio Pio X di Treviso, nel corso dell’incontro organizzato dall’Anpi e da Italia Nostra dal titolo “Beni comuni diritti… e Costituzione!”. Presenti i comitati ambientalisti trevigiani. Per la fondazione di Fanzolo c’era l’architetto Enzo Bergamin. In distribuzione anche un dossier divulgativo sul progetto di Barcon, realizzato proprio dalla fondazione, che risponde colpo su colpo a chi vede nel progetto di Barcon un’utilità pubblica: in primis il presidente della Provincia, Leonardo Muraro, che da alcuni mesi sembra essere il primo testimonial in favore dell’apertura del polo industriale. Poco sembra contare, ora, che un paio d’anni fa la Provincia, guidata dallo stesso presidente, si fosse dichiarata più che scettica a riguardo. La fondazione, infatti, sottolinea come all’epoca l’ente avesse messo in evidenza, fra le altre cose, il contrasto con il piano urbanistico della Marca e l’interferenza con la rete dei corridoi ecologici. Ora invece l’opinione sembra diversa. Fra le ragioni portate da Muraro a favore di Barcon c’è soprattutto la creazione di posti di lavoro. «Ma a Barcon il saldo occupazione è quasi zero», si legge nel libretto della fondazione, «all’inizio si è parlato di 600 posti di lavoro. Ma studi specifici sul tema parlano di professionalità di alto livello, ossia 15-20 figure specialistiche». Sul caso interviene anche l’Udc: «Prendiamo atto con soddisfazione della decisione saggia dei coordinatori del Pdl dell'area di opporsi al "mostro" che il presidente della Provincia vorrebbe a Barcon. Considerata la presa di posizione dei rappresentanti territoriali, ci aspettiamo ora che assessori e consiglieri provinciali del Popolo della Libertà ne traggano le dovute conseguenze e aprano una discussione seria con i loro alleati leghisti al S. Artemio perché, in rispetto del Ptcp, si facciano gli interessi della comunità e non dei mpoteri forti economici»: lo scrivono, in una nota, Gianna Galzignato, segretario provinciale dell'Unione di Centro, e Fiorenzo Silvestri, capogruppo in consiglio provinciale dell’Udc.

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